Il Circo Massimo non basta per contenere l’amore per la Famiglia

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Milano 31 Gennaio – Vi devo confessare che ieri ero in ritardo all’appuntamento con la storia. Ma c’ero. Posso dire che quella Piazza ha rappresentato anche me. Il Circo Massimo, il Family Day e tutto il mondo che si è riunito sotto un cielo plumbeo oggi hanno dimostrato, inequivocabilmente, che quando si sfida la piazza il mondo Cattolico c’è ed è unito. Il sentire diffuso era di tranquillità. Là, tra le famiglie ed i religiosi, i militanti ed i cittadini non c’era l’ansia dei movimenti lgbt. È una considerazione interessante che spiega una piazza gioiosa, piena di sorrisi. Perché questo popolo è così felice? In teoria dovrebbero essere rassegnati. Non godono più dell’appoggio Papale degli anni di Ruini. Galantino è proprio ostile, invece, e con lui mezza CEI. Danno fastidio, queste donne e questi uomini così felici. E così refrattari ad entrare nel Mondo, facendosene contaminare. Ci hanno provato, i Bergogliani, a mettere il cappello di rivendicazione sindacale, con la richiesta del quoziente familiare. Hanno fallito. La sete della piazza era di verità radicali. Come, ad esempio, che non esistono bambini senza un padre ed una madre. E che sfornar orfani a bella posta, solo per poterli adottare, era inumano. Il Papato della gente, questa volta, ha clamorosamente fallito nel capire questi giovani, perchè non siamo di fronte alla solita piazza di pensionati. I giovani, gli eredi morali dei Papa Boys, hanno conquistato Roma. E questo ha mandato in corto anche i giornalisti, i quali, per antico vezzo di radical chic, non sono entrati nella piazza. E da fuori anche loro non hanno capito. Non hanno compreso che questa volta, la politica c’entra in un modo inedito. Gandolfini, il padre di questo Family Day, ieri ha incontrato Alfano. Il ministro dell’Interno ha sostenuto una manifestazione contro il suo principale alleato di governo. E tutto questo perchè la piazza era politica, ma non partitica. Il popolo del riscatto cattolico non cerca padrini, cerca idee. E non ha preconcetti ideologici non conta i voti di fiducia, conta i voti a sostegno o contro la Cirinnà. Per questo Gandolfini può salire al Viminale, senza restare invischiato nelle polemiche. In realt, simbolicamente, non è lui che è salito, è Angelino che con Costa, sottosegretario e Galletti, ministro con delega per la Famiglia, è sceso.

La politica tocca la piazza e ne resta toccata a sua volta. Per questo non stupiscono i deliri che salgono da sinistra. In primis nessuno si aspettava tanta gente. Che non sarà stata una folla di due milioni di anime, ma il punto è un altro. Quando Vendola, con puntualità da sciacallo dice che il vero Family Day è l’ennesima strage di bambini nell’Egeo, o Saviano parla di piazza che vuol togliere il diritto di amare, l’unica impressione che rimane è che volessero anche loro l’abbraccio che la piazza ha dato a tutti quelli che c’erano dentro. Sette giorni fa qualche migliaio di attivisti, divisi in 98 microscopiche piazze (con qualche eccezione, tipo Milano), ad urlare vecchi slogan e pretendere, con rabbia, l’impossibile. Perchè chi ha bisogno del “diritto” per amare, può solo essere una persona molto sola. Che mi sento di compatire, più che contestare. E rappresenta molto bene la differenza tra i due popoli. Quello di ieri, a Roma, voleva solo che il fulcro dell’amore fosse il bambino. E non il diritto. Non lo Stato che ti consente di creare orfani ad libitum. Non la creazione di una legislazione ringhiosa che punisca chi dissente e trasformi, per magia, le pretese in diritti. In sostanza, cos’è la natura di cui si è parlato al Family Day? Tutto quello che può avvenire senza l’intermediazione forzata dello Stato e della disumanità che ci è insita. Tipo trasformare le donne in incubatrici a pagamento. Non era un concetto difficile da respirare. Non lo vedrete da nessuna parte, né scritto né detto. Perchè il Mondo ha in cuor suo rifiutato quelle donne e quegli uomini. E loro, nonostante l’apatheid a cui stanno epr essere sottoposti, sorridevano. E cantavano. Proprio là, al Circo Massimo, lo riuscite ad immaginare? Dove venti secoli fa’ altri uomini, di fronte ad una sorte ben più atroce, cantavano e sorridevano. La prova che la Verità può essere negata e messa fuori legge, ma mai sconfitta.

In fondo quella Piazza non doveva vincere nulla. Solo prendere una posizione. Al resto ci penserà l’ineluttabilità insita in quell’oggetto tanto nebuloso quanto reale, chiamato Natura Umana.

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