Un discorso di Fine Anno autenticamente liberale.

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Milano 2 Gennaio – Premessa: il 31 sera, prima delle bestemmie e del conto alla rovescia sbagliato, abbiamo assistito al discorso del Presidente. L’ode al cattocomunismo più spinta degli ultimi anni. I giovani senza lavoro, gli ultimi che soffrono e lo Stato che senza soldi per colpa dei cattivi evasori è senza soldi per salvare i poveri. Io, francamente, mi sento disgustato. Per questo voglio provare a scrivere la mia personale versione. Che, come lo Stato che vorrei, è molto, molto meno invasiva dell’attuale.

“Cari Italiani. Sì, la lingua Italiana prevede che per indicare i cittadini ambosessi si usi il maschile. Siccome del politicamente corretto me ne frega assai meno che della grammatica eviterò inutili ridondanze. Pertanto, cari Italiani. L’anno che è appena trascorso ha visto qualche buona riforma. Sempre troppo poche e mai l’unica che servirebbe. Quella per cui i soldi destinati alla beneficenza vanno chiesti a chi li guadagna e non estorti con la violenza. Pazienza, confidiamo nel prossimo anno. È importante che vi dica due cose sull’evasione, visto che ne parla un sacco di gente che sulle tasse campa e quindi è credibile quanto Siffredi che predica l’astinenza. Primo, se tutti pagassero le tasse, tutti ne pagherebbero molte di più. Non si è mai visto un solo euro recuperato dall’evasione finire nell’abbassamento delle tasse. Mai, per definizione. Anche quando Renzi ha regalato gli 80 euro sotto elezioni, il taglio è stato finanziato col deficit. Che ha una forte affinità con deficiente. E no, non è affatto un caso. Seconda cosa, la Tv pubblica, che di tasse campa, vi dice che chi evade ruba. Questa è una fregnaccia. Ruba, semmai, chi vuole un servizio e non lo paga. Ma chi non paga i servizi di qualcun altro non è un ladro. E non potendo sapere che fine fanno i vostri soldi, se furti ci sono, a malapena compensano la grande rapina fiscale. La stessa con cui si mantengono i giornali che vi invitano a non evadere, le tv che vi invitano a non evadere, gli intellettuali che vi invitano a non evadere. Insomma, chi vi dice di non evadere o è in malafede o si informa da gente in malafede. Vedete voi se credergli. Poi ci terrei a dire qualcosa anche sui poveri. I poveri votano. E votano, di norma, per spendere i soldi degli altri. Per farlo hanno bisogno di noi, dello Stato. Secondo voi, quante probabilità ci sono che noi, lo Stato, vogliamo che diminuiscano di numero? Ovviamente nessuna. Il nostro grande sogno è che non ci siano diseguaglianze economiche. Ovvero che smettano di esistere persone così ricche da essere immuni al nostro ricatto. Metto in mezzo anche te, caro telespettatore. Perchè, anche tu, in un modo o nell’altro sei nostro complice. Ovviamente non hai scelta. Ma spesso ti diverti, ammettilo. Non vedi l’ora che la delazione fiscale entri in vigore. Tanto sei uno statale, non hai nulla da temere, puoi vendicarti del piccolo imprenditore che ha il macchinone. Sappiamo che questo discorso vi parrà strano. Intanto abbiamo iniziato ad usare il plurale. Non è un caso. Noi siamo Legione. Inoltre non c’è alcunchè di Liberale. Beh, dopotutto, o vi diciamo la verità o vi diciamo che questo paese è liberale. Ci piace, ogni tanto, essere onesti. Speriamo apprezzerete quando vi avremo tolto le ultime briciole di libertà a vostro nome e su vostro preciso mandato. Dopotutto, da sempre, le sbarre più resistenti le costruiscono i carcerati che devono custodire. Un Buon Anno. E mi raccomando, non evadete. Nè le tasse né dalla prigione che vi state costruendo con tanto impegno.”.

Sì non è un bell’udire. Ecco perchè non sentirete mai un Presidente della Repubblica fare un discorso seriamente liberale. Andrebbe in cortocircuito e suonerebbe posseduto. Quindi tornate a vedere felici il concertone di Fine Anno. E siate felici. Che domani si riprende la cazzuola e si ricomincia a costruire la prigione che ospiterà noi ed i nostri figli.

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