E dopo l’inferno, il sussurro di un pianoforte “Immagina che tutti vivano in pace”

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Milano 15 Novembre – E dopo l’inferno, l’orrore, il sangue e la barbarie, in rue Richard Lenoir a pochi passi dal Bataclan un pianista ha intonato “Immagina non esista paradiso /È facile se provi…Immagina che tutta la gente /Viva solo per l’oggi /Immagina non ci siano nazioni /Non è difficile da fare /Niente per cui uccidere e morire../Immagina tutta la gente /Che vive in pace”.  Ha con fatica trainato il suo nero pianoforte a coda, in silenzio, là dove il teatro della tragedia sudava ancora e per sempre lacrime e dolore, dove un’apocalisse di ferocia si è consumata, dove il tempo si è fermato con il rispetto che si deve ai martiri.

Nulla sarà come prima. Nulla e nessuno può tollerare la violenza  di una religione che predica odio e uccide, che annienta le nostre vite, le nostre illusioni, la nostra fede. L’Occidente e l’Europa hanno infinite colpe: credere che tutte le religioni siano uguali, rinunciare alla propria identità e alle proprie radici culturali e religiose, stare immobili, sempre alla ricerca di un dialogo, anche con chi non vuole ascoltare.

Scriveva Oriana Fallaci “l’Europa è la culla del Cristianesimo», con ciò intendendo che non si tratta di contrapporre fedi e religioni, poiché la contrapposizione esiste anche senza che nessuno la desideri, ma di evitare di porre, semmai, l’Europa contro se stessa.” Ed è retorico e sterile gridare “Je suis Paris” se l’elefante Europa sta a guardare e poi si commuove e poi inneggia alla solidarietà. E poi tutto viene anestetizzato nell’attesa di altri deliri, altri morti, di altri inevitabili attacchi. Centoventinove morti, uccisi con ferocia scientifica, uno dopo l’altro, col ghigno della superiorità, con il disprezzo della vita, saranno sufficienti a far prevalere la volontà di agire? Subito, con determinazione?

Il pianista suona il sogno, perché l’umanità ha bisogno di speranza, perché il cuore non si stanca mai di credere in un mondo perfetto  “Puoi dire che sono un sognatore /Ma non sono il solo /Spero che ti unirai a noi anche tu un giorno /E il mondo vivrà in armonia”. Ma è vero, domani, nel tempo, forse, la ragione ascolterà la voce dell’anima.

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