I buonisti hanno rotto le palle

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Milano 15 Novembre – Esiste un confine, netto, tra l’umana paura ed il sostegno morale al terrorismo. Oggi quel confine è stato varcato da migliaia di persone. In ogni canale mediatico, in migliaia di discussioni ed in decine di migliaia di coscienze è sbocciato un nuovo fiore del male. E’ il loto. Cancella la memoria, annebbia i fatti. Ci suggerisce che la soluzione migliore sia arrendersi. Dialogare. Ci dice che queste cose sono inevitabili, che qualsiasi cosa facciamo è inutile. E fa guardare a chi lotta, a chi non si arrende a chi chiama le cose col proprio nome come ad un molesto provocatore.

Nella storia non è la prima volta che succede. Ad Hitler fu dato un anno di tempo per prepararsi, perchè nessuno voleva morire per i Sudeti o per Danzica. E l’Olocausto avvenne perché, sebbene i campi fossero noti, nessuno intendeva rischiare missioni per liberarli. Le Br divennero il mostro che sono state perchè nessuno ebbe il coraggio di riconoscerle. Il semplice nominarle poteva essere letale. Sergio Ramelli ne è martire.

Oggi viviamo la stessa fase di rimozione. In tanti cominciano con i distinguo, le profonde analisi politologiche di stafondamentalismo-islamico ceppa. Riecheggiano le auliche parole di Veronesi. I grandi ragionamenti di Di Battista. Con il sangue ancora caldo ci dicono che chi ha sparato, beh, non è Islamico. Non è un immigrato. Non è un rifugiato. E man mano che passano le ore e le conferme si rincorrono, la mente di questa gente si chiude sempre di più. No, chi ha sparato, dicono queste persone non poteva essere un Islamico. Nessuno così barbaro può agire in nome di Dio, no? Perchè il loro Dio è il nostro Dio, no?

No. Basta, è ora di cominciare di dire la verità. Urlarla per le strade. Dalle finestre. Sui Social Network. I morti di Parigi sono vittime del terrorismo Islamico. Chi ha sparato era un fedele Islamico. Non satanisti sotto mentite spoglie. Non sono alieni. Non sono barbari. Sono uomini e, forse, donne con un’istruzione. Alcuni di loro sono stati i vicini di casa di persone come noi. Erano magari assistiti dallo Stato. Erano tra noi. Come lo erano gli attentatori a Charlie Hebdo. Come lo erano i terroristi a Londra. Erano parte fondamentale della società multietnica. E come loro ce ne sono altri. Alcuni servizi segreti sono migliori di altri a trovarli. Questo non cambia nulla. Ammetterlo, ammetterlo è un primo passo. È rendere onore ai morti. Dire ai loro cari che sono morti perchè uccisi da entità reali, con un nome, con uno scopo e con una fede. È rendere un servizio ai vivi. Indicando il nemico e dando ad ognuno la possibilità di difendersi. Questo aspetto ad alcuni fa paura. Ma come, si domandano questi soloni di sta ceppa, come possiamo permettere che la gente sappia e si difenda? La violenza potrebbe diffondersi. Il razzismo rinascere. Per questo dobbiamo negare. Dobbiamo distinguere. Spiegare. Catechizzare all’amore del diverso. Ma soprattutto sradicare, eliminare e tacitare chiunque denunci. La gente, libera di odiare, diverrebbe una belva. E noi, i colti, i saggi e i sapienti di sto cavolo, risolveremo tutti i problemi. Questo pensano i buonisti. Questo pensano i compici. Ora basta, diciamo la verità. Chi difende i terroristi perchè preferisce la sicurezza delle loro comunità alla nostra non è un libero pensatore, è un venduto. Sulle sue mani c’è il sangue dei caduti. Dei nostri fratelli. È un Caino con l’aggravante della viltà.

L’odio contro di noi, noi come Occidentali, come Cristiani, come Europei e come uomini e donne liberi esiste. Fatevene una ragione. Se qualcuno deciderà di odiare come risposta sarà nel suo pieno diritto. E se vogliamo che questo odio non ci conduca all’Abisso, non arrenderci è la soluzione. E’ combattere. Sappiamo dov’è l’Isis. Sappiamo chi lo finanzia. Sappiamo che da soli i Kurdi non ce la fanno e che Putin se ne frega di combatterli, lui bombarda tutti quelli che non stanno con Assad. Ora si chiede all’Occidente, sotto attacco di uno Stato nemico, di invadere la Siria, fregarsene di Putin e del suo benestare, sradicare i terroristi e tornare a dettare la sua linea al Mondo. Siamo un bersaglio. Siamo IL bersaglio. Ma, con l’aiuto di Dio, siamo ancora la prima potenza sulla Terra. Ed è ora di ricordarlo a questi infami.

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