Milano metafora di un’Europa che non sa difendersi

Fabrizio c'è Milano

Milano 9 Settembre – I numeri dell’emergenza migratoria a Milano aiutano a capire quanti errori stanno commettendo i leader europei e il nostro Governo super chiacchierone.

Da quando è scoppiato il tappo in Libia e Siria, Milano, città da sempre generosa e accogliente, ha prodotto uno sforzo di solidarietà notevole con il mondo dell’associazionismo: ricordiamo per tutti i milanesi che portavano giochi e indumenti ai profughi veri che passavano in Stazione.

Il Comune e il Governo però non sanno o, peggio ancora, non vogliono selezionare i profughi veri del conflitto in Siria (dove sono morti 215.000 individui e non soltanto un bambino) da tutti i clandestini che tentano la fortuna venendo in Europa attraverso quella porta aperta chiamata Italia.

Dunque in un anno e mezzo non è stato fatto nulla per accelerare i lavori delle commissioni che dovrebbero valutare chi scappa da una guerra, e ha diritto all’accoglienza, da chi pensa di sbarcare il lunario in paesi più ricchi ma con un futuro economico tutt’altro che roseo.

Basterebbe che Renzi e Alfano usassero il 10% del tempo che dedicano alla stampa per formalizzare qualche atto di governo. Tanto basterebbe per dotare le prefetture di uomini e risorse per rafforzare le commissioni e procedere ai rimpatri nei casi di manifesta infondatezza. Loro invece continuano a finanziare le cooperative e le associazioni che ospitano migranti, senza curarsi di chi siano. Questa apertura porta nuovi sbarchi e così i centri di accoglienza sono sempre insufficienti.

Proprio ciò che accade a Milano, dove nonostante i siriani siano tutti andati verso il Nord Europa e altri immigrati, in attesa di essere valutati come profughi siano stati spediti, a spese del contribuente, in pensioncine e comunità di tutta la Lombardia, quelli che devono essere ospitati sono sempre più di quelli che riescono a partire.migranti-alla-stazione-centrale Aumentano sempre piu i giovani di colore presenti mentre di famiglie se ne vedono sempre meno, a testimonianza che le altre nazioni si prendono i rifugiati veri e a noi rimangono i clandestini per motivi economici.

In tutto ciò Pisapia e Majorino, capofila del buonismo irresponsabile, ora scoprono che i 1100 posti letto allestiti non bastano più ma si guardano bene dal chiedere al loro segretario di partito e Presidente del Consiglio di cambiare politica estera e gestione dei confini. Renzi viene un giorno si e uno no a Milano ma ciò che accade in Stazione o ai bastioni di Porta Venezia sembra non riguardarlo.

Nel frattempo a distanza di mesi Majorino non riesce ad allestire il famoso hub in stazione ( ne parla da aprile!) e dunque verranno requisite alcune ex scuole (Via Martinelli , la prima).

In questi giorni è in corso la più grande operazione di propaganda mediatica per convincere gli italiani a superare la crescente insofferenza verso chi non tutela l’interesse degli Italiani. Ma io non mi sento una bestia. Irresponsabile invece è chi non fa nulla per impedire i massacri in Siria e Iraq e chi non fa nulla per colpire sulle rive del Mediterraneo gli sciacalli che lucrano sui giovani che tentano la fortuna in Europa. E ancora più irresponsabile è richiamare nuova immigrazione con promesse di accoglienza che non riusciamo a mantenere.

Fabrizio De Pasquale consigliere comunale di Forza Italia

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