Il bilancio di Renzi a palazzo Chigi: 322 suicidi per motivi economici

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Milano 4 Settembre – Ben 22.300 le imprese fallite e 322 i suicidi per motivi economici da quando Matteo Renzi è a palazzo Chigi. Eccola la «ripresa» tanto esaltata dal premier. Mentre l’ex sindaco di Firenze stappa lo champagne per qualche decimale in più di Pil e occupazione (ma con la disoccupazione che rimane a livelli altissimi), le altre cifre parlano drammaticamente chiaro: nell’ultimo anno e mezzo, cioè da quando Renzi ha preso in mano il governo, la «morte» delle aziende italiane è infatti cresciuta, e con essa, purtroppo, anche il numero di coloro che hanno deciso di togliersi la vita perché non più in grado di tenere in piedi la loro impresa, per debiti, fallimenti, licenziamenti, disoccupazione.

2014: FALLIMENTI RENZIANI

I dati ufficiali non lasciano scampo. Nel 2014 il numero delle aziende fallite ha fatto segnare un record senza precedenti. Secondo i dati raccolti da Cerved, l’Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di imprese, le imprese che l’anno scorso hanno portato i libri in tribunale sono state 15mila: 41 al giorno, il 10,7 per cento in più rispetto al 2013. Un dato mai così nero da almeno un decennio. Solo negli ultimi tre mesi del 2014, ben 4.479 aziende sono state dichiarate cotte, il 7 per cento in più rispetto all’ultimo trimestre del 2013, «il massimo osservato in un singolo trimestre dall’inizio della serie storica nel 2001», secondo Cerved. I settori ad aver subito le peggiori conseguenze sono stati il terziario, con un più 15,2 per cento di fallimenti, e le costruzioni: più 12,1. Sempre secondo i dati raccolti dallo stesso istituto specializzato nell’analisi del rischio del credito, l’anno scorso sono state 104mila le aziende che hanno chiuso i battenti calcolando, insieme ai fallimenti, anche le procedure concorsuali non fallimentari e le liquidazioni volontarie.

I CRAC DEL 2015

Secondo i dati forniti da Cribis D&B, società del gruppo Crif specializzata nella business information, nei primi sei mesi del 2015, nel nostro Paese sono fallite 7.293 imprese, con un calo del 10 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014 (che equivale a 808 imprese in meno che hanno dovuto dichiarare bancarotta). Ben 40 imprese al giorno, dunque, hanno chiuso i battenti da gennaio a giugno. Quest’anno i settori più colpiti sono stati l’edilizia e il commercio. Il primo ha fatto registrare 1.838 imprese fallite nei primi sei mesi dell’anno, soprattutto nel settore della costruzione di edifici (865 fallimenti), mentre nella locazione immobiliare i fallimenti registrati sono stati 390. Quanto al commercio, il crack economico ha colpito 1.049 imprese nel settore delle vendite all’ingrosso e più di mille in quelle al dettaglio, che ha visto la chiusura di 377 ristoranti e bar, 264 imprese di abbigliamento e accessori, 125 alimentari, 112 negozi di arredamento e articoli per la casa.

SUICIDI ECONOMICI

Dal gennaio del 2014 al giugno 2015, dunque in piena «èra renziana», le persone che si sono suicidate per difficoltà economiche sono state 322. Più nello specifico, secondo i dati forniti da Link Lab, laboratorio di ricerca socio-economica dell’università Link Campus University di Roma, nel 2014 a togliersi la vita sono stati in 201. L’anno precedente, il 2013, il numero dei suicidi si è fermato a 149 e nel 2012 a 89. Nel 2014, inoltre, si sono registrati 115 tentativi di suicidi rispetto agli 86 del 2013 e ai 48 del 2012. Numeri drammatici, secondo lo stesso ateneo, anche nei primi sei mesi del 2015: ben 121 persone (111 uomini e 10 donne) si sono tolte la vita per motivi economici. Ad essere colpiti sono stati soprattutto Mezzogiorno e Nord-Est. In aumento i suicidi fra gli imprenditori: 53 rispetto ai 46 dei primi sei mesi del 2014. Tra i disoccupati sono stati 43, il triplo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Diciannove tra i dipendenti e 3 fra i pensionati. Si è anche abbassata l’età media di chi l’ha fatta finita. La fascia 35-44 anni rappresenta il 28,9 per cento dei casi, rispetto al 21,7 del 2014. In crescita anche i suicidi fra gli under 35. Nel 2015, infine, i tentati suicidi sono aumentati del 50 per cento.

Luca Rocca (Il Tempo)

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