Roma non è la nostra Capitale

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Milano 23 Agosto – Non è la mia capitale quella che non saluta un boss mafioso nell’umiliazione, o perlomeno nel silenzio. Non è la mia capitale quella che permette uno show indecoroso, la messa in scena di una criminalità organizzata che si fa bella. Non è la mia capitale una città degradata, collusa dentro e fuori i palazzi al punto da permettere a chi si dovrebbe nascondere come i topi di fogna, a chi era abituato a celarsi come i ratti, di urlare in mezzo alla via “guardatemi, oggi lo seppellisco ma non è finito nulla”. Non è la mia capitale quella melodrammatica, tinta dell”ignoranza assassina dei rioni, quella imbellettata di ori e diamanti. Non è la mia capitale quella che non caccia la testa dai palazzi e non licenzia e persegue chiunque abbia detto sì, e non per fame di giustizialismo ma per sete di giustizia. I simboli contano, non può essere la capitale d’un Paese degnore di roma della maiuscola. Non è la mia capitale quella che a un passo da Cinecittà mette in piedi una rivisitazione de Il Padrino in onore di Vittorio Casamonica. Non è il mio Stato quello che sapendo, perché chi è del mestiere sapeva, non ha divelto in anticipo quei cartelli “hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso”.

Non è la mia capitale quella che non rigetta il prete della chiesa Don Bosco, che a Pier Giorgio Welby, malato di Sla che aveva scelto l’eutanasia, ha legittimamente scelto di non concedere i funerali. Atto lecito, coerente. Ma che ieri non ha concesso cerimonia a un uomo che sarà giudicato da Dio, ha concesso la santificazione d’un cancro.

Non è la capitale di Milano, questa Roma. Questa Roma non è degna di guardare da lontano la Madonnina. Alta, schiena rotta di lavoro, lì a mantenere lo Stivale. Non è degna di guardare alle sue imprese, ai suoi lavoratori, ai suoi imprenditori, la sua onestà svilita in ritratti macchiettistici, offesa da continue accuse d’evasione. È una città indegna, questa capitale.

Non è la mia capitale quella della sfilata di trombe e sceneggiate, quella dei cavalli e del feretro che arriva su una casanomina-300x187carrozza nera, la musica di Morricone, i petali rossi che piovono sulla folla da un elicottero. Non è la mia capitale quella che ancora una volta si mostra parassitaria, assassina. Non è la mia capitale quella invasa da suv e limousine a sottolineare cosa sia il clan Casamonica. Non è la mia capitale quella che si sveglia il giorno dopo uno spettacolo imbarazzante e si finge sconvolta, nel consueto rimpallo di responsabilità. Non è la mia capitale quella che passato il tormentone mediatico fingerà non sia mai accaduto, un paio di accertamenti e arresti minori, nel migliore dei casi e nulla più. Non è la mia capitale quella che ancora una volta vende un’immagine degradante di sé. Un’immagine che riesce ad essere fin migliore della realtà. Perché tolte le musiche del Padrino, ripulito l’asfalto dai petali, riposte le trombe rimane quello che la criminalità fa a Roma ed è decisamente più difficile da digerire d’una sfilata di pessimo gusto. Ed è la solita storia, scavando tra i numeri dell’inefficienza, dei costi dei palazzi e degli annunci scandalistici, le finte riforme, la ripartizione delle “risorse”, Roma si dimostra una ladra, pure cafona. Arrogante nell’ostentare la propria impresentabilità. L’unica capitale degna rimane Milano, che l’è on gran Milan.

Federica Dato (L’Intraprendente)

1 thought on “Roma non è la nostra Capitale

  1. Cara Federica Dato se parliamo di corruzione e di delinquenza sappi che Milano e’ del tutto simile a Roma. L’ex presidente della Regione Formigoni e’ sotto processo con mezza giunta di quell’epoca per corruzione e tangentopoli scoppio’ proprio a Milano. Per quanto riguarda mafie e delinquenza anche Milano non scherza, basta leggere le cronache dei veri giornali, quelle in cui spiccano le inflitrazioni mafiose di basso, medio e alto livello per il riciclaggio di denaro sporco (vedi le inchieste di Falcone e Borsellino) proprio su Milano e Lombardia. L’unica differenza tra Roma e Milano sta nell’esposizione mediatica. Vuoi perche’ Roma e’ la capitale, vioi perche’ per luogo comune tutto cio’ che accade a Roma fa piu’ notizia ed i giornalisti ci tirano lo strutto ogni volta. A Roma la macchina della politica nazionale della Presidenza del consiglio e’ stata guidata per 15 anni negli ultimi 25 da un milanese (Berlusconi), per altri 5 anni da un bolognese (Prodi) e per altri 5 da un fiorentino (Renzi), mai da un romano, eppure ci si lamenta sempre con Roma. Cosa c’entra Roma? Roma ha una storia millenaria, i romani fondarono Mediolanum, che era una loro colonia. La storia di Roma e’ la storia d’Italia. Sulla pacchianata degli zingari da romano sono d’accordo con te. Crdde che i tomani non si siano indignati? Ma la colpa e’ dei Romani o delle forze dell’ordine che non hanno previsto quanto potesse accadere? E se fosseto intervenuti prima, quante parole si sarebbero scritte sul razzismo verso gli zingari per giunta di cittadinanza italiana? Ma cosa c’entra attaccare Roma e che c’entrano i romani? Vorresti dire che il 100% dei romani e’ sporco o si umilia di fronte allo show degli zingari? Oppure che sono d’accordo con questa parata cafona? Certo che no! La verita’ e’ che dietro questo articolo si nasconde la solita generalizzazione su Roma dai toni leghisti. La conosciamo bene qiesta retorica noi Romani: Roma ladrona, sulla Roma ciabattona, come se Roma non appartenesse anche agli altri cittadini italiani, come se non fosse la Capitale, come se fosse abitata da cittadini ignoranti, indegni o incapaci. Una rivalita’ quella che il senso dell’articolo vuole esprimere, che non ha piu’ senso e che nasconde una profonda ignoranza e uno stupido perbenismo di facciata. L’Italia intera va restituita al rispetto della legalita’ e della giustizia, ridando dignita’ all’Italia e agli Italiani.

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