Ordine dell’Assessore: gli inquilini del Comune non possono comprarsi casa

Fabrizio c'è Milano

Milano 17 Giugno – Ecco una storia esemplare di come è amministrata male Milano. In Viale Lombardia esiste un grande complesso immobiliare che prima apparteneva alla Società Umanitaria, antica istituzione di sostegno ai lavoratori, e ora è proprietà Comunale.

In questi condomini si trovano 190 alloggi, ma solo 120 famiglie: gli altri 70 appartamenti sono sfitti perché manca la necessaria manutenzione.

Gli inquilini, che sono molto uniti e orgogliosi della tradizione storica del complesso, vorrebbero acquistare i loro appartamenti utilizzando gli sconti che il Piano Regionale prevede per chi compra la casa popolare dove vive. Ciò permetterebbe al Comune di incassare 10 milioni e di non spenderne altri 10 per la necessaria manutenzione. Inoltre si potrebbero utilizzare i soldi incassati per risistemare i 70 appartamenti sfitti, evitando il rischio occupazioni e dando un alloggio ai tanti sfrattati che il Comune non riesce piu a sistemare.

Da 2 anni insieme al collega Giulio Gallera e a qualche consigliere di sinistra propongo, attraverso un emendamento al Bilancio, di inserire Viale Lombardia nell’elenco, purtroppo molto scarno, delle proprietà da vendere. Ripeto la cosa essenziale: la stragrande maggioranza degli inquilini ha sottoscritto una dichiarazione che attesta la volontà di acquistare e le famiglie che non vogliono hanno tutte le garanzie di rimanere.

L’Assessore alla Casa Daniela Benelli (Sel) però non ci sente. Non vuolle vendere agli inquilini ma non ha nemmeno le risorse per ristrutturarle. Si lascia marcire un patrimonio per la ostilità tutta ideologica a che degli inquilini diventino proprietari, cementando così il loro rapporto col quartiere.

Addirittura, per evitare un voto in Consiglio Comunale sulla questione, si invoca la illegittimità del mio emendamento citando un decreto del Governo Renzi che stabilisce di vendere prioritariamente i condomini misti, dove cioè convivono proprietà pubblica e privata. Se così fosse i Comuni non potrebbero vendere più uno spillo.

Questa vicenda spiega bene perché a Milano le spese aumentano, e con loro le tasse, mentre i servizi diminuiscono. E illustra perché non ci sono più case per le famiglie sfrattate ma abbondano le tendopoli. Quanti danni continua a fare l’ideologia comunista anche se ora si chiama arancione.

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