DAL PRIMO APRILE TUTTE LE CARNI DOVRANNO AVERE LA CARTA D’IDENTITÀ

Economia e Politica

Milano 31 Marzo – Giusto in tempo per Pasqua. Dal 1° aprile maiale, agnello e capretto avranno la “carta d’identità”. Entra infatti in vigore anche in Italia il nuovo Regolamento che impone l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili. La scritta “origine Italia” certificherà che tutte le fasi, dalla nascita fino alla macellazione, si sono svolte sul territorio nazionale. Una svolta epocale dopo gli scandali della carne di maiale tedesca alla diossina venduta in tutta Europa e degli agnelli ungheresi spacciati per italiani.

Per la cronaca, l’obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca, fu introdotto etichette carnisotto la spinta dell’emergenza “mucca pazza” con il regolamento Ce 1760 del 2000 che impose l’obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione. Dalla nuova norma restano escluse la carne di coniglio e quella di cavallo ed anche le carni di maiale trasformate in salumi. Una carenza da colmare al più presto visto che in Italia molti prosciutti sono prodotti con cosce di maiali stranieri.

Con l’entrata in vigore del Regolamento Ue 1337/2013 dal primo aprile 2015 sull’etichetta delle carni di suino, ovino, caprino e volatili in vendita dovrà essere riportata una delle due seguenti indicazioni:

• “Allevato in…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo e poi “Macellato in…” (seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo);

• “Origine…” seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo ma solo se l’animale è nato, allevato e macellato in un unico Stato membro o Paese terzo.

• “Questa è una tappa di un lungo percorso per garantire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori – afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – ma la battaglia continua perché in una situazione di difficoltà economica bisogna portare sul mercato il valore della trasparenza a vantaggio dei consumatori e dei produttori agricoli”.

Vediamo per quali altri generi alimentati sono sussiste l’obbligo di indicare il luogo di provenienza:

• dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca;

• dal 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto;

• dal 2005 è scattato l’obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco e per il pollo “made in Italy”;

• dal 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.dal 2009 l’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate nell’olio.