Sanzioni e responsabilità ai CAF in caso di dichiarazioni dei redditi errate

Economia e Politica

Milano 16 Settembre – La vostra dichiarazione dei redditi è errata? Ma non è colpa vostra? A risponderne saranno i Centri di assistenza fiscale (CAF) o i professionisti abilitati alla trasmissione della dichiarazione precompilata ai quali vi siete rivolti per tale incombenza. E’ l’ultima delle novità introdotte dal decreto sulle semplificazioni fiscali dopo l’emanazione dei pareri da parte delle Commissioni finanze di Camera e Senato prima dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri.

La sanzione applicata corrisponde, oltre al versamento dell’importo dell’imposta prevista, a quella, con gli interessi, normalmente dovuta in caso di errore materiale nel rilascio del visto di conformità.

Per evitare la sanzione, i CAF e professionisti devono provare che il visto di conformità errato è frutto della volontà fraudolenta da parte del contribuente nel fornire i propri dati.

Prima che vengano elevate le sanzioni, i CAF ed i soggetti coinvolti, che si accorgano dell’errore, hanno la possibilità di inviare entro il 10 novembre di ciascun anno una dichiarazione di rettifica in maniera tale da lasciare al contribuente il versamento della maggiore imposta dovuta. In caso contrario, qualora si verificassero inesattezze sul calcolo delle imposte, ad esempio per una applicazione errata delle detrazioni fiscali, a risponderne sarà dunque il CAF o il professionista abilitato.

Entro il 30 novembre è, infine, previsto da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze il decreto di riordino dei compensi per i CAF.

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