Smartphone, social network e piattaforme digitali fanno ormai parte della vita quotidiana, soprattutto dei più giovani. Tuttavia, dietro le opportunità di comunicazione e condivisione si nasconde un rischio sempre più diffuso: la violenza digitale. Insulti,

minacce, diffusione di contenuti privati e cyberbullismo possono trasformare uno schermo in uno strumento di sofferenza e isolamento. Questo fenomeno coinvolge migliaia di persone e pone interrogativi urgenti sulla responsabilità, sul rispetto e sulla sicurezza nel mondo online, spesso nascondendosi o agendo nell’anonimato.
Affronteremo l’argomento con l’artista e fotografo Maurizio Gabbana.
- In che modo il mondo digitale ha cambiato il modo in cui le persone comunicano e si relazionano tra loro?
Il mondo digitale ha cambiato le nostre abitudini, una delle compagnie preferite è Alexa.
“Alexa fai il caffè, Alexa fammi ascoltare quel brano!”. Ci mancherebbe: “Alexa coccolami”, bisognerebbe provare a chiederglielo!
Alexa, una bambola virtuale, Siri il nuovo Ken?
Comunque si legge poco, si parla poco e si mandano molti messaggi spesso privi di punteggiatura, creando incomprensione, procurando anche accese ed inutili discussioni.
Addirittura ora con “l’intelligente artificio” , si riesce a scrivere ciò che hanno già scritto, addirittura danno consigli sul suicidio, sul creare un ordigno, magari anche come creare disordini nelle città!
- Secondo te, i social network hanno contribuito ad aumentare le forme di violenza ed aggressività nella società? Perché?
I social sono ricchi di fandonie e bugie, gli inglesi direbbero fake, che spesso provocano irritazione, senso di rivalsa, vendetta; provocano continuamente i giovani con notizie appositamente costruite, seguendo algoritmi: quindi spesso si lasciano (inconsapevolmente?) condurre dalle bugie, ma forse provano anche piacere nel vederle: il problema è che poi gli stessi giovani credono a ciò che è artificioso.
- Quali sono le forme più diffuse di violenza digitale, oltre al cyberbullismo?
Credo che le forme più diffuse siano alcuni video e videogiochi, su cui molti Adolescenti si concentrano e poi si finisce che diventino realtà, Suscitando in loro la SFIDA di provare ciò che è anche fuori legge. Vedi i cosiddetti maranza che spopolano: una sorta alchemica di bullismo e anarchia: “posso fare ciò che voglio, non mi ferma nessuno”.
Ricordiamoci che l’età evolutiva adolescenziale è ricca, ma anche molto condizionabile: in quel periodo storico ciascun essere umano cerca il mito, colui o colei da imitare e da cui prenderne l’esempio, ma si è anche disposti a tutto: ci si crede invincibili ed immortali!
4.Quali conseguenze psicologiche e sociali può provocare la violenza online nelle vittime?
Vedo molto spesso ragazzi e ragazze soli, per le via della città o nei parchi. Manca loro un interesse che non sia la scuola o l’amicizia, che ancora non sono in grado di ben decifrare. Manca loro un impegno fuori dalle righe, hanno troppo tempo ozioso che contribuisce a mio parere al degenerare.
Manca loro la GUIDA, che gli indichi quale sia la via migliore da percorrere. Manca loro lo sport di gruppo, che insegna il rispetto e le regole: SONO TROPPO SOLI! E qui subentra il disagio, anche di come trascorrere infiniti pomeriggi.
- Quanto incidono l’anonimato e la distanza fisica nel favorire comportamenti violenti sul web?
L’anonimato a mio parere è sintomo di fragilità, che diventa la loro forza, ma rimane sempre debolezza. Tutto diventa più facile nell’anonimato, si instaura una sorta di prepotenza, di forza ma che poi si sfalda nell’atto violento, perché l’anonimato non ha parole per discutere “vis a vis”.
- Come possiamo distinguere la libertà di espressione dal linguaggio d’odio e dalla violenza verbale online?
RICORDANDO ALLE FAMIGLIE IL RISPETTO TRA CONIUGI.
Molto parte dal nucleo familiare, come esempio di rispetto tra uomo e donna e viceversa.
7.. Quale ruolo dovrebbero avere la scuola e la famiglia, nell’educare i giovani ad un uso consapevole e rispettoso delle tecnologie digitali?
La scuola ritengo che a livello educativo sia un supporto all’educazione: deve essere un lavoro fatto da entrambi gli ambienti, diversamente è difficoltoso.
8.. Quali interventi e strategie, ritieni necessari per prevenire e contrastare la violenza digitale e promuovere una cultura del rispetto online?
Nella scuola darei molto spazio alla lettura e commento in classe…una sorta di cineforum sulla lettura come attività scolastica, da non svolgere a casa!
9.Un messaggio ai giovani di oggi sul rapporto tra tecnologia, rispetto degli altri e violenza, quale sarebbe?
RISPETTATEVI DI PIU’
CI SIANO TRA VOI PIU’ SORRISI ABBRACCI SINCERI
CI SIANO MENO BRO E FRA MA STRETTE DI MANO
ABBIATE PIU’ INETERESSI: IL DIGITALE VI TRADIRA’ SEMPRE PERCHE’ NON E’ VERITIERO!
Linda Tarantino
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