Allarmi ingiustificati, minacce inventate e messaggi virali stanno trasformando le conseguenze dei disordini di Milano in una vera e propria psicosi collettiva. Nelle ultime ore, le chat di messaggistica e le piattaforme social sono state sommerse da contenuti fuorvianti e fake news volte ad amplificare il clima di paura in città.
Tra le indiscrezioni prive di fondamento ricondivise migliaia di volte figurano presunti piani per incendiare atenei come Bocconi e Iulm, fino ad arrivare a gravissime e totalmente inventate minacce di violenze di massa. Messaggi del tipo “hanno intenzione di colpire le università” o resoconti su presunti gruppi organizzati hanno generato una forte tensione psicologica nella popolazione. Le ripercussioni sulla vita quotidiana non si sono fatte attendere: diversi studenti e lavoratori hanno preferito non uscire di casa o evitare gli spostamenti.
Ci si trova di fronte a una dinamica sempre più frequente nelle grandi città, guidata dai meccanismi di diffusione digitale e dagli “attacchi algoritmici”. I sistemi di messaggistica e i feed dei social tendono infatti a premiare e premere sui contenuti a forte impatto emotivo, favorendo la catena di condivisioni e trasformando voci infondate in una paralisi emotiva per l’intera comunità.
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