I racconti di Capitan U 1947: SAN CARLO ACUTIS… il ragazzo che non voleva essere una “fotocopia” …

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Salve, amici. Questo racconto oggi voglio dedicarlo a lui. Non a lui come ce l’ha raccontato la fiction, ma a lui come l’ho capito io, da Capitan U.

Il film di Canale 5 secondo Auditel ha fatto il 32% di share fra i giovani. Sapete cosa vuol dire? Vuol dire che oltre un terzo dei giovani è rimasto inchiodato davanti alla TV per un ragazzo di 15 anni morto nel 2006. In un tempo di guerre, di risse politiche, di gossip per drogare la gente e non farla pensare, i giovani sono usciti allo scoperto. Hanno scelto lui.

E io con loro ci sono da 60 anni, da quando ero giovane anch’io.

Chi era, in due righe.

Carlo nasce a Londra nel 1991, cresce a Milano in una famiglia benestante, ma per lui il denaro non è importante. Muore a Monza il 12 ottobre 2006, a 15 anni, per una leucemia fulminante. Offre le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa. La Chiesa lo ha proclamato Santo, il primo Santo in jeans, felpa e scarpe da ginnastica. Il Patrono di Internet.

Quello che il film non ha detto, o ha detto piano:

 

  1. Il genio del computer che aiutava i poveri. Sapeva programmare meglio degli ingegneri. Ha creato da solo la mostra sui Miracoli Eucaristici che ha girato il mondo. Eppure la sera usciva con i sacchi a pelo per i senza tetto sotto casa a Milano. La portinaia diceva: “Carlo non passa mai senza un sorriso”. Non faceva beneficenza, faceva amicizia.

  1. Difendeva i compagni presi in giro. A scuola c’erano ragazzi disabili, stranieri, quelli presi di mira. Carlo si metteva in mezzo. Non per fare il superiore, ma perché diceva: “Tristezza è guardare se stessi, felicità è guardare Dio. Se guardi Dio, vedi gli altri”.
  2. La sua frase che fa male, oggi più di ieri: “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. Lo diceva a 14 anni. Guardatevi attorno: quanti vivono fotocopiando opinioni, odi, mode dei partiti, dei social? Lui no. Lui voleva l’originale.
  3. L’Eucaristia era la sua “autostrada per il cielo”. Non era bigotto. Andava a Messa tutti i giorni perché diceva che quando ci si mette davanti al sole ci si abbronza. Quando ci si mette davanti a Gesù Eucaristia, si diventa santi. Semplice, diretto. Come parlano i ragazzi.

Perché i giovani lo amano ora?

Perché non gli ha mai detto “dovete fare così”. Gli ha fatto vedere come si fa. Non predicava, condivideva. Portava i compagni a fare volontariato, a pregare, a giocare alla PlayStation. Era uno di loro, ma con il cuore in alto.

I giovani di oggi sono stanchi. Stanchi delle guerre, delle violenze, delle litigate dei grandi, degli interessi dei partiti, dei gossip stupidi messi lì per non farli pensare. Hanno bisogno di un amico, non di un maestro. E Carlo lo è.

Io, come Capitan U, da 60 anni sto con i giovani per questo. Perché quando un ragazzo trova un motivo pulito per vivere, non lo ferma più nessuno.

San Carlo Acutis non è il santo dei computer. È il santo che ci ricorda che anche con un computer, un paio di jeans e 15 anni, si può cambiare il mondo … parola di Capitano!

 

 

… con amore …

Capitan U 1947

(alias Umberto Napolitano)

6 thoughts on “I racconti di Capitan U 1947: SAN CARLO ACUTIS… il ragazzo che non voleva essere una “fotocopia” …”

  1. Non c è cosa più bella che vedere giovani interessati al BENE oggi che in tv si vedono solo scene di violenza etc
    Grazie CapitanU

  2. ho letto con attenzione il tuo racconto e capisco l’affetto e l’ammirazione che provi per Carlo Acutis. La sua storia, per molti credenti e non solo, rappresenta certamente un esempio di generosità, attenzione agli altri e capacità di usare la tecnologia con uno scopo positivo.
    Tuttavia credo sia importante distinguere tra il valore umano della sua testimonianza e l’immagine ideale che spesso viene costruita attorno a lui. Carlo era un ragazzo che aiutava i poveri, difendeva chi veniva emarginato e cercava di vivere coerentemente con i suoi valori. Già questo basterebbe a renderlo una figura interessante. Non c’è necessariamente bisogno di trasformarlo in un eroe perfetto o in una risposta universale ai problemi dei giovani di oggi.
    Mi colpisce soprattutto il messaggio contenuto nella frase “Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. È una riflessione che va oltre la religione e che parla a tutti: invita a non vivere seguendo passivamente mode, ideologie, influencer o partiti, ma a sviluppare un pensiero personale e autentico.
    Non sono però convinto che il successo del film significhi automaticamente che i giovani abbiano scelto Carlo come modello di vita. Forse significa anche che sono alla ricerca di storie vere, di figure credibili, di persone che mostrano coerenza in un mondo spesso percepito come superficiale e contraddittorio.
    Se Carlo continua a parlare alle nuove generazioni, probabilmente non è perché era un santo o un esperto di computer. È perché, in un’epoca dominata dall’apparenza, cercava di vedere la persona davanti a sé. E questo è un messaggio che può unire credenti, non credenti e persone di ogni sensibilità.
    Più che il “santo di Internet”, forse vale la pena ricordarlo come un ragazzo che ha provato a usare Internet senza perdere la propria umanità.

  3. Carissimo Capitan U 1947 San CARLO ACUTIS è stato il ragazzo che tutti avrebbero voluto avere come figlio, nipote, amico. Sono stati premiati tutti coloro i quali hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto, averci parlato , frequentato e averci convissuto. Una Sacra missione quella svolta in terra da questo piccolo e tenero Santo dei giorni nostri. La sua condotta, i suoi consigli, il saper mettere amorevolmente tutti d’accordo sono state azioni che devono essere di grande esempio per ognuno di noi. Ognuno dev’easere l’originale di se stesso e non la fotocopia, questo è sempre stato il concetto di vita di San Carlo Acutis. Belle e commoventi le sue grandi opere ed azioni benefiche e di grande solidarietà sprigionate dal suo CREDO RELIGIOSO e dal suo GRANDE CUORE. Vorremmo tutti i giorni attorno a noi tanti ragazzi con le sue identiche qualità . Utopia? No, non credo…! Preghiamo e auspichiamo che tutto ciò accada col mantenere PURO il CUORE dei nostri GIOVANI.

  4. Una fiction bellissima che mi ha incollato al televisore ed emozionata .. e un articolo che la completa confermando lo spiraglio di spiritualità che si sta schiudendo nei cuori dei nostri giovani, desiderosi di un futuro di pace e di serena e armonica convivenza ❤️

  5. Una bella storia….il protagonista commuove e insegna valori positivi c’è bisogno di persone Buone e generose per migliorare iquesto mondo crudele…….

  6. Ho visto il film in TV e anche l’intervista alla madre, peccato che giovani d’oggi pensano ad altro seppur l’ascolto è stato alto.Hai ragione tu,si può fare tanto anche con jeans e scarpe da ginnastica.🙏

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