Scontro Piantedosi-Sala dopo gli scontri a Milano: l’accusa “E’ un radical chic che non riesce a condannare i violenti”

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È polemica aperta tra il Viminale e il Comune di Milano all’indomani dei violenti disordini che hanno agitato il centro cittadino. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sindaco Giuseppe Sala si affrontano a distanza sulla gestione dell’ordine pubblico e sulle responsabilità degli scontri in piazza Duomo.

La gestione della sicurezza al centro delle polemiche

La controversia è scoppiata a seguito delle dichiarazioni del primo cittadino milanese, che ha espresso perplessità sul presunto esiguo numero di agenti schierati per contenere i manifestanti, parlando di una sensazione di mancato controllo della piazza pur esprimendo piena solidarietà alle forze dell’ordine.

La risposta del ministro Piantedosi non si è fatta attendere. “Dopo poche ore il sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le forze di polizia che, secondo lui, sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in piazza Duomo. Il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti” e ha proseguito “Rassicuro il sindaco” “L’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette”.

La replica del primo cittadino

Non è tarda a giungere la controreplica del sindaco di Milano, che ha respinto le accuse invitando il ministro a evitare attacchi personali e definizioni denigratorie. “Mi facco un mazzo da 45 anni e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato”
Sala ha ribadito la condanna nei confronti dei violenti che hanno devastato la città, confermando comunque la propria disponibilità a collaborare con il governo per garantire la sicurezza del territorio.

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