Sabato 17 ottobre in Piazza Argentina è stato allestito un gazebo per la raccolta di firme mirata a chiedere alla Magistratura di occuparsi concretamente del problema dei centri sociali e delle moschee abusive presenti sul territorio cittadino. Questione che non è legata solo all’ideologia ma anche alla sicurezza, visto che praticamente questi luoghi sono tutti fuori norma, abusivi e pericolosi anche per chi li frequenta. La petizione alla Magistratura chiede che vengano sgomberati e chiusi.
Abbiamo incontrato Riccardo De Corato, Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi che nella giornata di sabato è stato supportato da Flavio Palumbo del Dipartimento Lavoro di Fratelli d’Italia.
Onorevole, Lei è sempre in prima linea.
Buongiorno, si. Oggi siamo in piazza perché il problema dei Centri sociali e quello delle moschee sono i due problemi più urgenti che abbiamo a Milano. Ma contemporaneamente Fratelli d’Italia ha presentato una proposta di legge chiamata “Senza velo” per liberare le donne arabe dalla schiavitù del velo, senza dimenticare che girare con il volto coperto è vietato dalla legge italiana. Questa è un’altra battaglia che porteremo avanti, per tutelare le donne arabe che sono purtroppo considerate alla stregua di schiave dai loro stessi uomini.
Ci spieghi nel dettaglio l’urgenza che l’ha spinta ad indire la “raccolta” di oggi.
Abbiamo ritenuto che una raccolta di firme fosse necessaria, visto che la Magistratura sembra fingere che il problema non esista. Ma a Milano ci sono alcuni centri sociali, come il Lambretta di via Rizzoli, che sono stati occupati abusivamente e sono completamente privi di ogni norma di igiene e sicurezza, per chi li frequenta e per che vive nel circondario. Mentre le moschee abusive a Milano sono arrivate ad essere 12 con una velocità di espansione che è ad oggi fuori controllo.
Ne state chiedendo la chiusura. Avete un elenco degli indirizzi?
Si certo, abbiamo una mappa precisa dove si evince che ce ne sono 4 nella sola via Padova. Infatti non abbiamo scelto a caso di posizionarci in Piazza Argentina che è prossima a via Padova dove ormai gli italiani residenti sono una minoranza risicata e gli episodi di delinquenza sono all’ordine del giorno.
Il problema non è circoscritto all’interno delle moschee ma riguarda tutte le zone circostanti dove assistiamo sempre più frequentemente ad atti di delinquenza da parte dei giovanissimi immigrati musulmani, i cosiddetti “maranza”
Questi luoghi vengono chiamati “Centri Culturali” ma la realtà è che sono luoghi in cui si svolgono sessioni di preghiera islamiche con tanto di Imam che predica. Non ci è dato di sapere i contenuti di questi sermoni ma è cronaca il fatto che, in Viale Monza, è stato accertato che un partecipante era in contatto chat con l’Isis.
I cittadini come hanno risposto alla Raccolta di Firme?
Come ci aspettavamo, con grande adesione. Per tutto il giorno i milanesi si sono avvicinati e, oltre a firmare, ci hanno ringraziato per la nostra volontà di affrontare concretamente un problema che riguarda tutta la cittadinanza, aldilà degli schieramenti politici. Tranquillità, sicurezza e appartenenza sono ormai dei miraggi per gli abitanti di Milano.

Giornalista professionista fin da giovanissima inizia scrivendo di moda, attualità e costume su Cosmopolitan e Capital. Dal 1997 al 2022 è redattore al Sole24Ore coltivando in parallelo la passione per le storie legate al food&wine.
Scrive per l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, gira l’Italia con la troupe di Gustochannel e dal 2011 fino al maggio 2017 è stata Vicedirettore di Italia a Tavola.
