Piazze tattiche, Cagnolati (FdI): “Via Sacchini è l’ennesimo caso. Di notte schiamazzi, degrado e consumo di sostanze: servono controlli e presìdi fissi”

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“Le immagini registrate questa notte in via Sacchini mostrano ancora una volta cosa accade, dopo il tramonto, in alcune delle cosiddette piazze tattiche milanesi: schiamazzi, rumore fino a tarda notte, residenti esasperati e comportamenti che appaiono riconducibili anche al consumo di sostanze stupefacenti in strada”.

A denunciarlo è Marco Cagnolati, Consigliere comunale di Milano di Fratelli d’Italia, che torna a chiedere interventi concreti sul fronte della sicurezza e della vivibilità dei quartieri.

“Altro che socialità – prosegue Cagnolati –. Per chi abita in queste zone la realtà, soprattutto nelle ore serali e notturne, è molto diversa da quella raccontata sulla carta. Via Sacchini non rappresenta purtroppo un caso isolato: in diverse piazze tattiche realizzate in città vengono segnalati assembramenti notturni, disturbo della quiete, degrado e situazioni che richiederebbero una presenza molto più incisiva delle istituzioni”.

“Le piazze devono certamente essere luoghi di incontro e aggregazione, ma la socialità non può essere costruita a discapito dei residenti. Se uno spazio pubblico viene trasformato senza prevedere contemporaneamente regole, controlli e strumenti adeguati per garantirne una corretta fruizione, il rischio è quello di creare nuovi problemi anziché risolverli”.

Cagnolati chiede quindi al Comune di Milano e alle autorità competenti presìdi fissi nelle aree maggiormente critiche, un rafforzamento dei pattugliamenti nelle ore serali e notturne, controlli interforze e un potenziamento della videosorveglianza.

“Non è più accettabile – conclude – continuare a realizzare piazze tattiche calate dall’alto senza tenere nella dovuta considerazione le conseguenze per chi vive quotidianamente quei quartieri. Via Sacchini è l’ennesimo campanello d’allarme. Basta interventi ideologici realizzati sulla testa dei residenti: Milano ha bisogno di spazi pubblici vivi, ma anche sicuri, controllati e rispettosi del diritto al riposo di chi ci abita”.

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