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Affori, risse e accoltellamenti spaventano il quartiere: «I cittadini non sono più liberi»

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Due risse nell’arco di poche ore, una delle quali culminata con un ferito da accoltellamento, riaccendono l’allarme sicurezza ad Affori. Gli ultimi episodi sarebbero avvenuti nella zona di via Stesani, nei pressi della stazione Affori Ferrovie Nord, un’area frequentata ogni giorno da residenti, studenti e clienti delle attività commerciali del quartiere.

A denunciare una situazione diventata ormai insostenibile è Enrico Turato, consigliere di Municipio: «Residenti e frequentatori della zona sono ostaggio di gruppi di giovani violenti che si affrontano in strada e seminano paura a ogni ora del giorno e della notte. Due risse nell’arco di appena dodici ore, una delle quali culminata con un ferito da accoltellamento, non possono essere considerate episodi isolati».

Secondo Turato, da tempo gli abitanti segnalano aggressioni, schiamazzi e disturbo notturno. Una condizione che limita concretamente la libertà di chi vive nel quartiere e che rischia di compromettere anche il lavoro delle attività commerciali. «Tutti hanno il diritto di vivere il proprio quartiere e percorrere una strada senza temere ciò che potrebbero trovare dietro l’angolo», sottolinea il consigliere.

A raccontare la paura vissuta quotidianamente dalle ragazze è anche la diciannovenne Ginevra Turato, che per cinque anni ha percorso quelle strade per raggiungere la scuola. «Con il passare del tempo, io e le mie compagne abbiamo avvertito una preoccupazione sempre maggiore. Sempre più spesso ci trovavamo davanti gruppi di ragazzi che ci fischiavano, ci importunavano o ci seguivano. Non è accettabile che delle studentesse debbano avere paura soltanto per andare a scuola».

Una testimonianza che mostra come l’insicurezza non sia soltanto una percezione astratta, ma produca conseguenze sulle abitudini più semplici: il tragitto verso la scuola, una passeggiata, una serata trascorsa nel quartiere o il rientro a casa.

La stessa preoccupazione viene espressa da Giacomo Ghislandi, commerciante e agente immobiliare la cui famiglia vive ad Affori da cinque generazioni. Quasi un anno fa, insieme ad altri negozianti, aveva organizzato un sit-in e partecipato a interviste e trasmissioni televisive per chiedere maggiore sicurezza. Da allora, sostiene, la situazione non sarebbe migliorata.

«Risse, aggressioni e accoltellamenti sembrano diventati sempre più frequenti, in particolare nella zona di via Astesani e via Vincenzo da Seregno», afferma Ghirlandi. «Molti residenti hanno paura di uscire la sera e rinunciano a indossare un orologio o una collana per il timore di essere rapinati. Anche i parchetti e i luoghi nei quali un tempo ci si incontrava serenamente sono diventati zone che tanti cittadini preferiscono evitare».

Per il commerciante il tema non può essere affrontato attraverso generalizzazioni sulla provenienza delle persone, ma deve essere ricondotto al rispetto delle leggi e delle regole della convivenza civile. «Chi arriva nel nostro Paese deve rispettarne le leggi, le donne, le abitudini e il diritto dei cittadini a vivere serenamente. Non è accettabile che chi lavora, paga le tasse e ha costruito qui la propria vita debba sentirsi insicuro nel proprio quartiere».

Sulla vicenda interviene anche Lorenzo La Russa: «Risse, accoltellamenti, commercianti esasperati e ragazze che hanno paura persino di andare a scuola: quanto sta accadendo ad Affori non può più essere considerato normale. Quando i residenti rinunciano a uscire la sera o evitano alcune strade, significa che l’illegalità ha sottratto loro uno spazio di libertà».

Da tutte le testimonianze emerge anche il riconoscimento del lavoro svolto quotidianamente dalle Forze dell’Ordine. La critica riguarda, invece, un sistema che troppo spesso consentirebbe alle persone fermate di tornare rapidamente in libertà. Vanificando gli interventi degli agenti e alimentando nei cittadini un senso di abbandono.

A raccogliere l’allarme sul piano istituzionale è il senatore Sandro Sisler. «Esprimo grande preoccupazione per l’ennesimo episodio di violenza denunciato dai consiglieri Turato e La Russa. Le risse e l’accoltellamento avvenuti ad Affori si inseriscono in un quadro che residenti, giovani e commercianti segnalano da tempo e che non può più essere sottovalutato».

Sisler esprime pieno sostegno alle Forze dell’Ordine e chiede che il loro impegno sia accompagnato da risposte efficaci: «È necessario che il loro lavoro non venga vanificato e che chi commette reati subisca conseguenze rapide ed effettive. Ogni cittadino ha il diritto di andare a scuola, lavorare, aprire il proprio negozio o rientrare a casa senza paura».

La richiesta che arriva da Affori è dunque unitaria: maggiore presenza sul territorio, controlli mirati e strumenti capaci di impedire che la violenza diventi parte della quotidianità. Residenti e commercianti non chiedono privilegi, ma di poter tornare a vivere liberamente strade, piazze e giardini del proprio quartiere.

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