È online la classifica Censis delle università italiane per l’anno accademico 2026/2027, il tradizionale punto di riferimento per l’orientamento di studenti e famiglie. Per gli atenei di Milano il bilancio è a due facce: se da un lato si confermano primati nazionali indiscutibili, dall’altro emergono piccoli passi falsi e nuove sfide per i colossi storici della città. Il report valuta le performance accademiche basandosi su parametri cruciali come occupabilità dei laureati, borse di studio, internazionalizzazione e qualità delle strutture.
Il Politecnico di Milano è inarrivabile, cresce la Bicocca
La notizia più rilevante sul fronte pubblico riguarda il Politecnico di Milano, che si conferma re assoluto nella categoria dedicata agli istituti politecnici. L’ateneo di piazza Leonardo da Vinci registra un punteggio record che supera il tetto dei 100 punti.
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Politecnico di Milano: 100,8 punti (primo posto nazionale, trainato da occupabilità e internazionalizzazione).
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Politecnico di Torino: 94,8 punti.
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Politecnico di Bari: 85,7 punti.
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Iuav di Venezia: 83,7 punti.
Note positive arrivano anche dall’Università di Milano-Bicocca (fascia Grandi atenei statali, tra 20mila e 40mila iscritti), che guadagna una posizione e sale al sesto posto nazionale a pari merito con Salerno (84,5 punti). In questa categoria domina l’Università della Calabria (91,7), seguita dall’ateneo di Pavia (90,2).
Flessione per la Statale nei Mega atenei
Segno meno, invece, per l’Università Statale di Milano nella classifica dei Mega atenei statali (oltre 40mila iscritti). L’ateneo perde una posizione rispetto all’anno precedente e scivola al quinto posto con un punteggio di 85,3. A pesare sul risultato sono soprattutto la gestione degli spazi e l’adeguamento delle strutture per una popolazione studentesca così vasta, nonostante l’Unimi resti un’eccellenza per servizi e ricerca. La classifica del settore è guidata da Padova (91,2) e Bologna (87,8).
Atenei privati: podio per Bocconi e Cattolica, debutta il San Raffaele
Milano si conferma leader indiscussa anche nel comparto degli atenei non statali, occupando stabilmente i vertici delle graduatorie.
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Grandi atenei privati (oltre 10mila iscritti): Alle spalle della Luiss di Roma (95,8), il podio è interamente milanese con l’Università Bocconi stabile al secondo posto (92,6) e l’Università Cattolica al terzo (79,0).
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Medi atenei privati (da 5mila a 10mila iscritti): Lo Iulm conquista un ottimo secondo posto nazionale con 83,8 punti (dietro alla Lumsa a quota 89,2). La vera sorpresa dell’anno è però l’esordio dell’Università Vita-Salute San Raffaele, che entra nella categoria posizionandosi subito al quarto posto in Italia con 75,4 punti.
Le sfide future per gli studenti milanesi
I dati del Censis delineano una città che si mantiene un hub universitario attrattivo e altamente competitivo. Tuttavia, il consolidamento della Bicocca e il piccolo arretramento della Statale dimostrano che la concorrenza nazionale sul fronte dei servizi è sempre più forte. Per il futuro, la vera partita degli atenei milanesi si giocherà sul welfare studentesco, in particolare sulla capacità di garantire alloggi e borse di studio in una città segnata dal costante aumento del costo della vita.
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