Mercati agricoli, Verri (Lega): Comune dimentica operatori milanesi

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«La food policy della Giunta Sala continua a vivere di slogan e operazioni di facciata, mentre gli agricoltori milanesi vengono ignorati e gli operatori che rispettano le regole rischiano di essere penalizzati». Lo dichiara Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Milano in merito alla questione dei mercati agricoli.

«La vice sindaca Scavuzzo ha presentato con grande entusiasmo l’apertura di due nuovi mercati agricoli in città, parlando di valorizzazione del territorio e di filiera corta. Peccato che, ancora una volta, il Comune abbia scelto di non coinvolgere il Distretto Agricolo Milanese, che rappresenta le aziende che coltivano oltre il 60% dei terreni agricoli comunali e che ogni anno versano regolarmente canoni nelle casse di Palazzo Marino».

«È difficile parlare di chilometro zero quando la gestione viene affidata a un consorzio mantovano e i prodotti percorrono centinaia di chilometri prima di arrivare a Milano. Evidentemente per questa Amministrazione basta una cargo-bike nell’ultimo tratto del percorso per trasformare una filiera lunga in una filiera sostenibile». «

Ancora più preoccupanti sono le criticità evidenziate dagli ambulanti e da Apeca. Se da una parte si chiedono regole sempre più stringenti agli operatori dei mercati cittadini, dall’altra si introducono formule che rischiano di creare corsie preferenziali e condizioni differenti. Il principio deve essere semplice: stesso mercato, stesse regole per tutti».

«Le contraddizioni della Food Policy milanese emergono anche nelle mense scolastiche. Mentre il Comune organizza convegni e campagne sulla sostenibilità, continua a non valorizzare adeguatamente le produzioni agricole locali e di qualità, preferendo filiere lunghe che poco hanno a che vedere con il concetto di prossimità e con la tutela dell’ambiente». «Allo stesso tempo la Giunta celebra il recupero delle eccedenze alimentari come un grande successo. Certamente ridurre gli sprechi è importante, ma il vero obiettivo dovrebbe essere quello di servire pasti più sani, più apprezzati dai bambini e realizzati con materie prime di maggiore qualità. Una buona politica alimentare si misura innanzitutto da ciò che arriva nel piatto e non da quanto cibo viene recuperato dopo essere stato scartato».

«Per queste ragioni ho depositato un’interrogazione a risposta scritta con cui chiedo alla Giunta di: inserire nei prossimi bandi della refezione scolastica l’utilizzo di riso biologico o pesticide-free; garantire piena trasparenza e parità di condizioni nei mercati agricoli cittadini; spostare i parametri di valutazione della Food Policy dalla quantità di eccedenze recuperate alla qualità del cibo servito e alla riduzione dell’utilizzo della chimica nelle produzioni alimentari. La vice sindaca Scavuzzo smetta di raccontare una Milano agricola fatta di slogan e inaugurazioni. È arrivato il momento di sostenere concretamente le aziende agricole del territorio, tutelare chi lavora rispettando le regole e garantire ai cittadini un’alimentazione davvero sana e locale.»

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