“Apprendiamo la decisione dei giudici sul dissequestro del cantiere di via Zecca Vecchia. Non entriamo nel merito delle decisioni tecniche della magistratura, ma non possiamo non porci, e porre alla città, una domanda inevitabile: quando arriverà il momento di annullare il sequestro delle nostre vite? Siamo ormai ad oltre due anni di un limbo insostenibile. Oltre due anni in cui i risparmi di una vita sono bloccati in un cantiere fermo, anni di mutui che paghiamo per case che non esistono, di affitti che si sommano a scadenze fantasma e di progetti familiari congelati in attesa di un timbro”: così Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese.
“Nel mentre, la situazione è totalmente paralizzata anche in Comune sul fronte dei nuovi progetti, dove i dipendenti pubblici non firmano più per il timore di essere indagati penalmente – prosegue -. Il risultato è una città bloccata, con un tessuto socio-economico morente, sacrificato sull’altare di un’ideologia che dichiara guerra all’immobiliare. Ma la politica non capisce che questo blocco favorisce proprio quei colossi immobiliari che stanno già iniziando a rilevare a prezzi di saldo le piccole realtà locali messe in crisi da questa crisi permanente, con effetti sociali ed economici già devastanti.”
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