La contestazione della galleria esplode prima della Carmen: “Aumenti insostenibili per il pubblico fedele”. Nel mirino della protesta anche le agevolazioni per le persone con disabilità.
Lunedì sera il malumore del pubblico storico del Teatro alla Scala è passato dalle parole ai fatti. A pochi minuti dall’inizio della Carmen, una pioggia di volantini è piombata sulla platea direttamente dal loggione. Il blitz è stato accompagnato da un coro unanime: “Contro l’espulsione degli abbonati, per un teatro per tutti”.
La protesta punta il dito contro i forti rincari di biglietti e abbonamenti decisi per la prossima stagione. I frequentatori più assidui accusano i vertici del teatro milanese di voler allontanare la base più popolare e storicamente legata alla Scala, nonostante la struttura riceva consistenti finanziamenti pubblici.
Le rivendicazioni: stop ai rincari in galleria
Il fulcro della polemica riguarda la nuova classificazione dei posti nel secondo ordine di loggione. I manifestanti esigono il ritiro immediato del provvedimento, che allinea i costi della seconda galleria a quelli della prima, facendo lievitare il prezzo massimo del biglietto da 100 a 130 euro.
“Ci sono formule di abbonamento che hanno subìto impennate fino al 52% in sole due stagioni”, si legge nel testo distribuito in platea.
I loggionisti sottolineano come questo trend penalizzi chi sostiene il teatro da anni, ricordando inoltre che l’istituzione ha il dovere morale e legale di favorire la crescita culturale della collettività, proprio in virtù dei fondi statali che la tengono in vita.
Il capitolo disabilità: si chiede un prezzo fisso e tutelato
Un’altra questione calda è quella che riguarda il diritto all’andare a teatro per le persone con disabilità. Di recente la direzione ha parzialmente corretto il tiro, abbassando da 130 a 80 euro i biglietti per le postazioni in sedia a rotelle.
Per tutti gli altri spettatori con disabilità, la proposta della Scala prevede invece uno sconto fisso del 25% sulla tariffa intera. Una soluzione bocciata dai manifestanti: il meccanismo a percentuale, infatti, lascerebbe i prezzi esposti ai futuri rincari del listino standard. La contromossa del loggione è chiara: serve una tariffa blindata e protetta, del tutto sganciata dalle variazioni dei biglietti ordinari.
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