Domenica scorsa la manutenzione delle strade di Milano ha fatto una figuraccia in mondovisione.
I ciclisti del giro d’Italia hanno all’unanimità chiesto di eliminare dalla competizione agonistica gli ultimi 16 km di circuito e si sono limitati a fare una passeggiata in gruppo lungo le strade milanesi, giusto per non danneggiare ulteriormente sponsor e diritti televisivi.
Cosa era successo? E’ successo che dopo aver effettuato 2 giri nel circuito cittadino, che comprendeva i viali della filovia 90/91 , corso Buenos Aires e Venezia, la circonvallazione interna di Via San Damiano e Visconti di Modrone, i ciclisti hanno protestato per la scarsa sicurezza del circuito che avrebbe determinato rischi di cadute e incolumità. E così la direzione di corsa ha deciso di correre l’ultimo giro neutralizzando i distacchi, evitando cioè che gli atleti scattassero e si facessero male facendo gara.

Dunque se si lamentano i ciclisti professionisti, abituati a gareggiare in tutto il mondo e in tutte le condizioni, cosa dovrebbero dire milioni di pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti che devono convivere con strade dissestate da anni? I milanesi non fanno più caso a buche, crateri, rotaie sterrate, cordoli omicidi, pavé dissestato, dislivelli e scalini salvo quando si fanno male!
È incredibile che una città che versa 1,5 miliardi di tasse al Comune abbia strade cosi pericolosamente mal tenute e irregolari. È scandaloso che dei 285 milioni di multe per violazione del codice della strade se ne investano, se va bene, solo 30 per manutenzione stradale, quando la legge prescrive di destinarne almeno il 50% alla sicurezza stradale di cui la manutenzione è parte prioritaria.
Cosi il Comune di Milano, che si vanta in tutto il mondo delle sue piste ciclabili sgangherate e mal progettate, ha mostrato al mondo che non è capace di fare manutenzione nemmeno per un evento programmato da mesi su soli 16 km dei 4.000 km di strade e marciapiedi. Ci si domanda quale tragedia dovrà succedere perché si riaffermi, anche da parte della giustizia, il principio che garantire strade e marciapiedi sicuri e ben tenuti è prioritario compito del Sindaco e degli Assessori. E chi è già incappato in qualche danno alla propria auto, moto o persona, sa quali mezzucci utilizza il Comune per non liquidare i danni da insidia stradale.
D’altronde è chiaro che siamo di fronte a una Amministrazione di incapaci con l’ossessione di fare solo spot! Pensiamo che per ospitare una tappa del Giro il Comune avrà versato agli organizzatori di RCS 400.000 euro (in parte poi coperti da sponsor) e ha di sicuro tagliato 83.000 euro di occupazione suolo pubblico e speso centinaia di migliaia di euro per straordinari Vigili e Amsa, oltre alle deviazioni dei mezzi Atm.
E tutto questo investimento è servito per far sapere al mondo quanto i milanesi già sapevano: le strade di Milano sono pericolose perché il Comune non le cura!

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.