Piano casa: solo ora dopo 9 anni di mandato, a bando Via Trivulzio 18 per alloggi a canone accessibile

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Con una delibera approvata dalla Giunta, il Comune di Milano mette a bando il palazzo di sua proprietà in via Trivulzio 18: è il primo edificio comunale a essere destinato ad affitti accessibili all’interno del Piano Casa, che prevede anche il recupero di beni immobiliari vuoti precedentemente destinati alla vendita.

E l’assessore preposto esprime considerazioni anche condivisibili, ma da quanto tempo esiste il problema casa? Con le potenzialità di realizzare qualcosa di utile si aspettano nove anni di governance e si trova una soluzione anche se minima nell’ultimo anno del mandato? Che cosa pensano di realizzare prima delle elezioni? Tra il dire e il fare succederà ben poco, ma il fumo è stato sparso.  A sinistra 2discontinuità” operativa significa fare annunci’

“È un passaggio concreto e carico di significato – spiega l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano Casa, Emmanuel Conte – che segna l’avvio di una seconda linea di intervento all’interno della strategia dell’abitare accessibile. Da quando ho la delega abbiamo immaginato un percorso di medio e lungo periodo che guarda a tutti gli immobili del Comune, sottraendoli al piano di dismissione e vendita e invertendo un processo inerziale, per restituirli ai milanesi che cercano casa a un canone sostenibile in maniera tempestiva e senza consumo di suolo”. Il palazzo di via Trivulzio 18 – riferisce l’amministrazione – è un edificio residenziale di quattro piani, realizzato agli inizi degli anni Duemila nell’ambito di un Programma Integrato di Recupero e mai entrato in uso. Inserito in una zona ottimamente servita e collegata con i mezzi pubblici, comprende una dozzina di appartamenti che, essendo di ampia metratura, possono essere frazionati e raddoppiare. Il Comune lo mette ora a disposizione di operatori – privati, fondazioni e imprese sociali – in grado di farsi carico della riqualificazione, della manutenzione e della gestione degli alloggi, nel rispetto dei vincoli di canone stabiliti dal Comune: un massimo di circa 400 euro al mese per abitazioni da 50-60 metri quadri. Il target sono le famiglie e le persone del cosiddetto ceto medio, con un reddito tra i 1.500 e i 2.500 euro mensili, troppo alto per l’edilizia popolare, troppo basso per reggere i prezzi del libero mercato. “Via Trivulzio 18 – prosegue Conte – è il primo immobile di una scelta di campo, rimettere in uso ciò che già esiste, usando il patrimonio pubblico come strumento di politica abitativa. Abbiamo avviato una ricognizione dei beni inseriti nel piano delle alienazioni, per individuare gli edifici che hanno le caratteristiche giuste per questa destinazione. Vogliamo rendere casa accessibile ogni immobile pubblico che possa diventarlo, per rispondere ai bisogni di chi abita, rende viva e fa funzionare la città. Anche per questo abbiamo aperto un bando per acquisto di immobili da altri enti pubblici”.

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