In un’intervista rilasciata a Il Giornale, l’ex candidato sindaco Stefano Parisi esprime una dura condanna per gli episodi avvenuti durante l’ultimo corteo del 25 aprile, puntando il dito direttamente contro l’attuale primo cittadino milanese.
Oggi impegnato con l’associazione SetteOttobre nella difesa delle ragioni di Israele, a dieci anni dalla sfida elettorale per Palazzo Marino, Parisi analizza con amarezza lo scenario milanese:
“È stato uno spettacolo orribile. Vedere amici insultati e costretti ad abbandonare una manifestazione che appartiene loro è stato terribile. In passato ci sono sempre state tensioni, ma mai si era arrivati a migliaia di persone che urlano frasi antisemite contro gli ebrei milanesi”.
Le radici dell’intolleranza
Secondo Parisi, gli autori di tali gesti non seguono una vera ideologia: “Non hanno la dignità che avevano, ad esempio, i comunisti di un tempo. Sono odiatori coltivati da certa sinistra e manovrati dalla propaganda dell’islamismo radicale. Sono il prodotto di una società occidentale che sembra aver iniziato a odiare se stessa”.
L’attacco si fa frontale quando si parla del ruolo delle istituzioni locali: “La cosa più grave è il silenzio del sindaco Sala. Non ha speso una parola sugli insulti irripetibili, preferendo concentrarsi sulle bandiere della Brigata Ebraica piuttosto che segnalare la presenza di vessilli di Hamas o Hezbollah. Questo significa giustificare certi comportamenti”.
Un patrimonio corrotto
Parisi attribuisce al sindaco la responsabilità di aver permesso il declino civile di una città storicamente democratica:
“Sala ha consentito il degrado morale di Milano, una città che è stata di figure come Parri, Valiani e Aniasi. Questo patrimonio è stato corrotto da un’Anpi che oggi si comporta come se fosse la padrona del 25 aprile, con l’avallo della guida politica”.
Il tema dell’antisemitismo
L’ex candidato sindaco vede in atto un meccanismo pericoloso, simile a quello delle conversioni forzate: “Sui giornali di sinistra sembra passare il messaggio che gli ebrei ‘buoni’ siano solo quelli che accusano Israele di genocidio. È un approccio degno del peggiore antisemitismo, proprio quello che dovremmo celebrare come sconfitto”.
In merito alle giustificazioni di Sala sul “clima” teso e sulle pressioni della maggioranza, Parisi è netto: “L’unica giustificazione possibile è che non sappia di cosa sta parlando per mancanza di cultura politica. È passivo di fronte alla sua maggioranza come su tutto il resto. Ora mi auguro che arrivino condanne istituzionali forti; il valore della Resistenza va attualizzato con i fatti, non usato come slogan per chi minimizza”.
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