Ieri il Sindaco Sala ha mostrato tutta la sua pavidità e il suo spessore politico. Chiamato in causa dalle polemiche sul 25 Aprile, che hanno anche monopolizzato il Consiglio Comunale di ieri, Sala ha sposato la tesi che la colpa delle aggressioni è di chi ha esposto le bandiere israeliane.
Già durante la manifestazione Sala si era ben guardato dall’ intervenire per ristabilire un clima pacifico e di rispetto in un corteo per la festa della Liberazione, che è festa nazionale non festa di partito. Dal palco aveva addirittura parlato del remigration day, qui si nasconde sotto il tavolo e dietro le bandierine!
Il Sindaco Sala dunque sposa la tesi che se uno in Italia porta con sé una bandiera Israeliana o Americana è giusto che venga sputacchiato insultato e magari linciato se non ci fossero stati Polizia e City Angels. Ma dove siamo ? A Gaza o a Ramallah o nella democratica e aperta Milano? Ma una festa nazionale è proprietà di qualcuno? E perché la Brigata Ebraica non può portare la bandiera di Israele? Logico che se fossimo in un corteo pro-Pal non si potrebbe partecipare con la bandiera di Israele, ma qui siamo nel corteo per la festa della Liberazione d’Italia. E non mi risulta che i nostri partigiani comunisti, azionisti, socialisti, cattolici, liberali, monarchici, quando fecero la liberazione avessero posto veti su Israele. Forse anzi, viste le posizioni filo naziste del Gran Mufti, dovrebbe essere il contrario.
Ci sono due grossi macigni che un peso piuma della politica come Sala non può capire.
Come potremo mai avere una memoria condivisa se per alcuni il 25 aprile 1945 fu solo merito dei partigiani rossi e nemmeno dei soldati americani e inglesi che in 70.000 ci lasciarono le penne? E come potremo dirci una città libera, aperta, rispettosa della Costituzione e democratica se solo Anpi e sinistra hanno il diritto di stabilire chi partecipa e chi no e quali bandiere portare?
Questa è democrazia stile Hamas da cui ci dobbiamo liberare. Le scene che abbiamo visto al corteo mostrano come il fanatismo religioso e l’odio verso un nemico sta condizionando sempre di più i militanti della sinistra italiana.

Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
Il secondo mandato di Sala è stato supportato dalla estrema sinistra, quella dei centri sociali. E questo crea sempre un debito di riconoscenza, un “do ut des”, che quella estrema sinistra sta richiedendo sempre più spesso ad un Beppe Sala ormai stufo di fare il Sindaco e di sentirsi tirare la giacchetta anche da personaggi della bassa manovalanza estremista. La situazione è paradossale: un borghesissimo sindaco, già ben accasato per il futuro grazie al potentissimo suocero banchiere, che viene sostenuto (e ricattato) da centri sociali dove c’è di tutto e tutto il peggio della pseudocultura sinistra. Ecco dunque il nostro Beppone in smoking alla Scala con la ricca e bella compagna Bazoli, che deve al tempo il giorno dopo trattare anche con i vetero fans di Che Guevara in tenuta parabellica. Povero Beppe, che fatica!
“Complimenti per l’analisi lucida e coraggiosa. Hai centrato perfettamente il punto: è inaccettabile che una festa nazionale, che dovrebbe appartenere a tutti i cittadini, venga trasformata in un tribunale ideologico dove il Sindaco, anziché farsi garante della democrazia e del rispetto, preferisce la via della pavidità.Condivido pienamente le tue due argomentazioni principali:Sulla memoria storica: È assurdo dimenticare il sacrificio di migliaia di soldati alleati e dei partigiani di ogni colore politico per piegare la storia a una narrazione parziale. Senza il riconoscimento di quel contributo, la ‘memoria condivisa’ resterà purtroppo un miraggio.Sul concetto di democrazia: Il tuo paragone con certe derive illiberali è forte ma necessario. Se a Milano si arriva a giustificare l’intolleranza contro simboli legittimi come la bandiera della Brigata Ebraica, allora la libertà che celebriamo il 25 aprile è seriamente in pericolo.Grazie per aver dato voce a chi non accetta questo ‘metodo Hamas’ applicato alla nostra politica locale. Continua così!”
25 aprile e 1 maggio: nelle manifestazioni sinistre sono sparite le bandiere italiane a favore delle bandiere della palestina….. amen.