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Casa: la Regione aiuta le famiglie, il Comune i costruttori

Milano

Sull’emergenza abitativa si stanno delineando due approcci molto diversi tra loro. Da una parte c’è chi interviene per aiutare le famiglie oggi, dall’altra chi promette nuove case domani, ma con tempi che realisticamente rischiano di essere molto lunghi.

La Regione Lombardia ha annunciato il raddoppio delle risorse destinate ad aiutare chi vive in affitto nel mercato privato. L’assessore alla Casa Paolo Franco ha spiegato che lo stanziamento complessivo arriverà a 5 milioni di euro, grazie a un incremento di 2 milioni e mezzo di euro che consentirà di sostenere circa 4.800 famiglie lombarde.

Il contributo è destinato ai nuclei familiari con ISEE fino a 35 mila euro, cioè quella fascia sempre più ampia di persone che non rientra nell’edilizia popolare ma che negli ultimi anni si è trovata schiacciata dall’aumento generalizzato dei costi: bollette, inflazione e soprattutto affitti sempre più alti. In sostanza, si tratta di un intervento che prova a dare un aiuto immediato a chi oggi fatica a pagare il canone mensile, andando anche a compensare un mercato privato che rimane comunque una componente necessaria dell’offerta abitativa.

Il quadro cambia se si guarda a quello che accade al Comune di Milano. Qui la risposta alla crisi abitativa passa soprattutto attraverso operazioni urbanistiche e nuove aree edificabili, con l’idea di aumentare l’offerta di case nel lungo periodo. Il problema, però, è che tra pianificazione, approvazioni, cantieri e realizzazione degli interventi, le prime abitazioni difficilmente si vedranno prima della fine della prossima consiliatura.

È una differenza non solo tecnica ma anche politica. Da una parte c’è un intervento che mette risorse pubbliche per alleggerire subito il peso dell’affitto sulle famiglie. Dall’altra si punta soprattutto su operazioni immobiliari che, nel breve periodo, favoriscono soprattutto il mercato e i costruttori, mentre le case che dovrebbero nascere da questi interventi arriveranno — se tutto andrà bene — tra diversi anni.

Nel frattempo, però, il problema resta quello di oggi: migliaia di famiglie che fanno fatica a sostenere il costo di un affitto sempre più alto. Ed è proprio su questo terreno che si vede la differenza tra chi prova a dare risposte immediate e chi invece propone soluzioni che, realisticamente, si vedranno molto più avanti nel tempo.

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