Milano, più di un migliaio di iraniani in piazza per chiedere la fine della Repubblica Islamica

Milano

Si è svolta ieri a Milano una partecipata manifestazione davanti al consolato iraniano in  viale Monte Rosa, dove più di 1500 persone si sono radunate per chiedere la fine della Repubblica Islamica e sostenere il ritorno del principe Reza Pahlavi. Al grido di “Javid Shah” (viva il re), i manifestanti hanno rivolto un appello diretto al Presidente del Consiglio, chiedendo a gran voce che venga chiuso il consolato dell’Iran.

Una piazza unita per la democrazia

Mariofilippo Brambilla di Carpiano con Fabrizio De Pasquale

L’evento, organizzato dall’associazione Italia-Iran, ha visto una massiccia partecipazione della comunità iraniana e di cittadini italiani solidali con la lotta contro il regime di Teheran. Mariofilippo Brambilla di Carpiano, presidente dell’associazione, ha spiegato che la figura di Reza Pahlavi è indicata dai giovani iraniani come il leader capace di guidare una transizione democratica verso una fase costituente. “Qui si parla di un ritorno della democrazia e delle libertà civili”, ha dichiarato, sottolineando l’obiettivo di un referendum libero per decidere il futuro del Paese ed evitare il rischio di guerre civili.

Secondo il “Rapporto sui massacri” presentato proprio in questi giorni dagli esponenti politici insieme a Mariofilippo Brambilla di Carpiano, il bilancio delle vittime della repressione avrebbe raggiunto la cifra shock di 12.000 morti.

La rimozione della targa: Durante il presidio, in un momento di forte tensione simbolica, alcuni manifestanti hanno rimosso la targa del consolato iraniano, cancellando la parola “Islamica” e lasciando solo la dicitura “Repubblica”, esponendola poi come un trofeo davanti alla folla.

Bandiere e slogan: Oltre alle foto di Reza Pahlavi, i partecipanti sventolavano la bandiera storica dell’Iran (con il leone e il sole), simbolo dell’opposizione al regime teocratico. Gli slogan erano rivolti non solo alla politica italiana, ma anche a quella internazionale, con critiche al “silenzio” dell’Occidente.

Si è trattato di una mobilitazione ampia che ha attirato persone non solo da Milano, ma da tutto il Nord Italia (in particolare Torino), coinvolgendo anche rappresentanti di altre comunità (ucraini, georgiani e venezuelani) in segno di solidarietà transnazionale contro le dittature.

Il sostegno del centrodestra

A sostenere la piazza ieri c’era una folta delegazione del centrodestra milanese e nazionale. Tra i presenti:

il nostro direttore Fabrizio De Pasquale (FI), intervenuto insieme alla Consigliera di Municipio 8 Anna Gesualdo (FI), ha ricordato le migliaia di studenti che hanno sacrificato la vita lottando contro il regime, sottolineando il forte appoggio di Forza Italia e del ministro Tajani  al popolo iraniano che combatte per i diritti civili e per una transizione democratica, con il ritorno del principe Reza Pahlavi.

La consigliera Anna Gesualdo (Municipio 8)

Silvia Sardone (Lega): ha espresso solidarietà ai manifestanti, ribadendo la necessità di una posizione ferma contro la repressione del regime.

Riccardo De Corato (FdI) e il Consigliere Enrico Marcora (FDI) hanno presenziato a testimonianza della vicinanza del loro partito alle istanze di libertà del popolo iraniano. “Siamo qui per rompere il silenzio complice” hanno dichiarato.

La giornata di ieri ha segnato un ulteriore passo nella pressione diplomatica verso il regime, con i manifestanti che hanno chiesto formalmente al governo italiano di intervenire ritirando la delegazione diplomatica nel Paese, segnando una netta rottura con l’attuale amministrazione di Teheran.

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