Una nuova società pubblica per acquistare e riqualificare immobili da affittare a canone calmierato. È la strada scelta dalla giunta milanese per affrontare l’emergenza abitativa e dare una risposta a giovani, lavoratori e famiglie che non riescono a sostenere i prezzi del mercato. Ma l’annuncio della futura partecipata di Comune e MM solleva una domanda: perché serve un’altra struttura quando la gestione delle case comunali continua a essere oggetto di contestazioni?
A porre il problema è Franco Vassallo, Responsabile Casa di Noi Moderati Milano, che critica l’impostazione dell’amministrazione e richiama le difficoltà degli inquilini del patrimonio pubblico. Infiltrazioni, problemi alle caldaie e agli ascensori: nella sua denuncia sono queste le questioni sulle quali Palazzo Marino dovrebbe dimostrare anzitutto di saper intervenire.
Vassallo ricorda il passaggio della gestione degli alloggi comunali da Aler a MM, presentato all’epoca come una svolta capace di migliorare manutenzione e servizi. Quel cambiamento, sostiene, non avrebbe mantenuto le aspettative degli abitanti. Il suo timore è che adesso si ripeta lo stesso schema: annunciare un nuovo soggetto come soluzione, mentre restano irrisolti i problemi di chi una casa pubblica la abita già.
Il punto più critico riguarda i costi della futura struttura. Vassallo teme che la costituzione della società comporti nuovi incarichi, figure dirigenziali e spese di funzionamento, sottraendo risorse agli interventi sugli immobili. «Tutta gente che va pagata», osserva. La sua obiezione è concreta: quei soldi potrebbero essere impiegati per sistemare le case, anziché alimentare un ulteriore apparato.
La composizione degli organi societari e i relativi costi dovranno essere definiti. Proprio per questo, la questione politica va affrontata prima che il progetto diventi operativo: quali funzioni richiedono davvero una nuova società? Quali risultati non possono essere ottenuti attraverso le strutture esistenti? E quante risorse arriveranno effettivamente alla riqualificazione degli alloggi?
Vassallo contesta anche la motivazione ambientale legata al recupero degli edifici esistenti. A suo giudizio, l’attenzione a evitare nuovo consumo di suolo arriva dopo due mandati della giunta Sala segnati da una forte espansione edilizia. Recuperare immobili e renderli accessibili è un obiettivo condivisibile; resta però da spiegare perché questa strada non sia stata percorsa con maggiore decisione negli anni precedenti.
La critica di Noi Moderati riguarda dunque la credibilità della promessa. Ai giovani che cercano autonomia e agli inquilini che aspettano manutenzioni servono appartamenti abitabili, tempi certi e affitti sostenibili. La nuova società dovrà essere valutata su questi risultati, con costi trasparenti e responsabilità precise. Perché cambiare il contenitore amministrativo non basta a risolvere l’emergenza abitativa di Milano.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.
Per parcheggiare altro raccomandati incapaci e pseudo politicanti. mm ne è stata un trampolino di lancio.