Il degrado di Piazza dei Mercanti e l’ipotesi di un nuovo futuro per il cuore di Milano

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Piazza dei Mercanti rappresenta uno dei tesori storici e architettonici più affascinanti di Milano, eppure continua a versare in uno stato di sostanziale incuria e disinteresse. Mentre le città europee valorizzano i propri spazi storici trasformandoli in vivaci luoghi di aggregazione, la storica piazza milanese rischia di rimanere un semplice punto di passaggio, dove persino i luoghi dedicati alla memoria perdono il proprio significato. In questo articolo, Urbanfile — di cui pubblichiamo integralmente la riflessione — immagina una provocatoria rinascita della piazza attraverso l’intelligenza artificiale, analizzando al contempo le criticità attuali e le future prospettive di restauro.

Milano | Centro Storico – Piazza dei Mercanti, ancora una volta: un gioiello lasciato al caso

Saremo noiosi, perché questo argomento lo abbiamo tirato in ballo ormai troppe volte, senza che nel frattempo sia cambiato granché. Parliamo ancora una volta di piazza dei Mercanti, cuore antichissimo di Milano e uno degli angoli più straordinari del suo centro storico. Una piazza che, se si trovasse a Londra, Madrid o in molte altre città europee, probabilmente sarebbe valorizzata e vissuta in tutt’altro modo.

Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale abbiamo provato allora a trasformarla, almeno virtualmente, nel luogo che abbiamo sempre immaginato: ristoranti, caffè, pasticcerie, dehors curati, fiori e un piccolo mercato artistico e artigianale sotto gli splendidi archi medievali del Palazzo della Ragione. Una sorta di piccolo Covent Garden milanese, frequentato dai turisti ma soprattutto dai milanesi, capace di essere vivo durante tutta la giornata senza perdere il fascino della sua storia.

Le immagini elaborate con l’intelligenza artificiale qui di seguito, mostrano non tanto un progetto, quanto una provocazione: come potrebbe apparire piazza dei Mercanti se fosse finalmente considerata una vera piazza e non semplicemente uno spazio da attraversare? La realtà, purtroppo, è molto diversa.

La piazza sembra essere stata trasformata quasi in un mausoleo, senza però riuscire ad esserlo davvero. Sotto gli archi del Palazzo della Ragione è stato collocato il Monumento alla Resistenza milanese, con le sedute e le lastre che ricordano episodi e protagonisti della lotta antifascista. Uno spazio certamente importante per la memoria della città che, tuttavia, nella quotidianità appare completamente abbandonato a sé stesso. Come mostrano le fotografie scattate in momenti diversi, quasi nessuno sembra accorgersi del monumento o soffermarsi a comprenderne il significato: le sedute diventano semplicemente panchine dove mangiare un panino, bere qualcosa, riposarsi o dormire.

E allora viene spontaneo chiedersi quale sia il senso di realizzare uno spazio della memoria per poi lasciarlo al caso, senza una gestione e senza riuscire a comunicarne il valore.

Lo stesso vale per il resto della piazza. Come abbiamo sottolineato più volte, molte delle attività e delle vetrine che vi si affacciano sembrano quasi voltarle le spalle: serrande, vetri oscurati, spazi anonimi o poco invitanti. In uno dei luoghi più suggestivi e fotografati del centro di Milano manca proprio ciò che dovrebbe essere più naturale: la vita.

Questa volta non aggiungiamo altro. Lasciamo parlare le fotografie raccolte nel corso degli ultimi mesi.

Non tutto è fermo, però. A novembre 2024 la Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per affidare in concessione trentennale a Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi una parte di Palazzo della Ragione e una porzione di Casa Panigarola — esclusi loggia, basamento, copertura e facciate — per una superficie complessiva di 1.278 mq. Il progetto tecnico presentato prevede il consolidamento della scala di sicurezza esistente firmata Dezzi Bardeschi e la costruzione di un nuovo corpo scala con ascensore, che darà finalmente accesso alla Sala Grande alle persone con disabilità. Camera di Commercio porta in dote l’esperienza di Palazzo Giureconsulti, riaperto nel 2022 dopo il restauro. Il progetto dovrà comunque ottenere il via libera della Soprintendenza: prima che la piazza cambi davvero volto, insomma, ci vorrà ancora pazienza.

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