Piazza d’Armi si prepara a cambiare volto. Quella che per decenni è stata un’area militare nel quartiere Baggio, segnata negli anni da abbandono e degrado, si avvia a diventare uno dei progetti di rigenerazione urbana più ambiziosi di Milano. Presentato agli investitori internazionali al MIPIM di Cannes, il piano punta su un modello unico: l’80% della superficie sarà destinato a verde pubblico e alla tutela di un bosco protetto, mentre la quota edificata ospiterà circa 1.700 appartamenti, in gran parte a canone calmierato per i lavoratori. Tra le novità più curiose spicca l’ipotesi di un campo da polo. Vi proponiamo l’articolo integrale di Milano Città Stato che racconta tutti i dettagli di questa trasformazione.
Il super quartiere verde che sfiderà Citylife: avrà pure un campo di polo
Era teatro di militari e di addestramenti per le guerre. Oggi bosco protetto e in futuro un campo da polo. La più grande area in trasformazione di Milano ha sfilato davanti agli investitori di tutto il mondo. Con alcuni dettagli che hanno meravigliato il mondo.
Da campo di addestramento militare a terra di nessuno
Piazza d’Armi si trova a Baggio: è un’area di circa 424mila metri quadrati compresa tra la caserma Santa Barbara e via delle Forze Armate. Il nome nasce dalla destinazione aeronautica e militare assegnata all’inizio del Novecento, quando al posto dei campi agricoli arrivarono le esercitazioni con i carri armati. Con la fine della leva obbligatoria nei primi anni Duemila, l’area ha smesso di essere utilizzata dall’Esercito, trasformandosi progressivamente in terreno di accampamenti e occupazioni abusive, fino ai roghi che negli anni scorsi hanno colpito le baracche presenti al suo interno. Nel 2020 i vecchi magazzini militari sono stati in gran parte abbattuti.
Vent’anni di ipotesi: dal centro sportivo dell’Inter alla svendita mai decollata
Sull’area nel corso degli anni si sono avvicendati progetti anche molto diversi tra loro. Nel 2014 Ministero della Difesa, Agenzia del Demanio e Comune di Milano hanno firmato un Protocollo d’Intesa per la riqualificazione dei siti militari dismessi, tra cui Piazza d’Armi. Nel 2015 la gestione è passata a Invimit SGR, società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Negli anni successivi l’area è finita nel mirino dell’Inter, che aveva valutato di costruirvi il proprio centro sportivo: l’ipotesi è però naufragata, con il club che ha ritenuto troppo onerose le condizioni d’acquisto, comprensive degli oneri di bonifica. Invimit ha quindi deciso di mettere in vendita il 70% delle quote dell’area, mantenendo il restante 30%, ma per anni nessun investitore ha presentato un progetto concreto. Cosa ha sbloccato, dopo un decennio di stallo, la partita di Piazza d’Armi?
Un parco tra i più grandi di Milano, un bosco protetto e 1.700 nuove case
Il 23 dicembre 2025 Comune di Milano e Invimit SGR hanno firmato un nuovo Protocollo d’Intesa per avviare concretamente la rigenerazione dell’area. Il progetto è stato poi scelto da ICE – Italian Trade Agency per rappresentare l’Italia nella Real Estate Selection 2026, ed è stato presentato il 10 marzo 2026 al Padiglione Italia del MIPIM di Cannes, la principale fiera mondiale del real estate, davanti a una platea di investitori internazionali. Ora Comune e Invimit sono al lavoro sulla convenzione urbanistica che darà attuazione formale all’intervento. Il piano riserva l’80% della superficie, oltre 340mila metri quadrati, a un grande parco pubblico, che diventerà uno dei più estesi della città. Al suo interno sarà salvaguardato il «Bosco delle averle», area di pregio naturalistico tutelata dalla Soprintendenza. La parte edificabile è stata ridotta da 144mila a 122mila metri quadrati e si concentrerà nella porzione degli ex Magazzini di Baggio, l’unica sottoposta a vincolo indiretto e in cui oggi è possibile costruire fino a 10 piani. Qui sorgeranno circa 1.700 nuovi appartamenti: 700 a canone calmierato reale, cioè non superiore al 30% del reddito familiare netto, pensati soprattutto per i lavoratori pubblici e i dipendenti dei servizi essenziali. I restanti circa 1.000 saranno invece venduti a prezzo di mercato, per garantire l’equilibrio economico dell’intera operazione.
Il dettaglio più chic: un campo da polo dove un tempo manovravano i carri armati
Tra le funzioni allo studio per l’area a parco compare anche un campo da polo, uno sport esclusivo che finora a Milano non aveva mai avuto una vera casa pubblica. Se confermato, trasformerebbe una delle periferie storicamente più dimenticate della città in una destinazione capace di attrarre un pubblico internazionale, sulla falsariga di quanto CityLife ha fatto con il proprio parco e le sue torri di design. A differenza di CityLife, però, qui il rapporto tra costruito e verde sarà ribaltato: 80% di natura contro 20% di edificato, con un bosco protetto al posto delle sculture d’autore e canoni calmierati al posto delle residenze di lusso. Un quartiere che punta a essere allo stesso tempo popolare ed esclusivo, ambientalista e mondano: la vera scommessa di Piazza d’Armi.
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