Circa un anno fa, il 21 agosto 2025, iniziava la giornata più lunga nella storia del Leoncavallo. Lo sgombero di via Watteau 7, previsto per settembre ma anticipato per sorprendere gli attivisti, partì alle 7.30 e si concluse in mattinata. Dopo 133 tentativi, le forze dell’ordine eseguirono l’ordine di sfratto del centro sociale occupato dal 1994 e riconsegnarono l’immobile alla proprietà per la messa in sicurezza.
La grande manifestazione di protesta
La mobilitazione non si fermò: il 6 settembre, circa 25mila persone secondo le autorità (50mila per gli organizzatori) sfilarono a Milano contro lo sgombero e il Governo.
Da allora resta aperta una domanda: quale sarà il futuro del Leoncavallo?
L’ipotesi iniziale del Comune era l’area di San Dionigi, a Porto di Mare: circa 4mila metri quadrati, un capannone dismesso e da bonificare. Gli attivisti l’hanno giudicata subito «non all’altezza». L’associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo aveva partecipato al bando comunale, ma è stata esclusa per non aver fornito alcune integrazioni documentali richieste.
Il sogno del rientro in via Watteau
L’idea fissa, però, è sempre stata una: tornare in via Watteau, questa volta legalmente. Per acquistare l’area, gli “ambasciatori” Sergio Cusani e Pino Tripodi avevano presentato un’offerta indicativa da 5 milioni di euro. La proprietà, però, non ha risposto.
E così, a un anno dallo sgombero, il Leoncavallo è rimasto senza una sede.
L’ipotesi piazzale Selinunte e lo scontro politico
Nelle ultime ore è emersa una nuova ipotesi: l’ex mercato di piazzale Selinunte, nel quartiere San Siro. Una soluzione che ha già suscitato forti polemiche politiche, con l’opposizione assolutamente contraria al possibile insediamento in un quartiere che soffre già di numerose problematiche e della presenza di un centro sociale in via Micene “che favorisce il racket delle occupazioni delle case ALER e ostacola gli sgomberi degli abusivi”.
Per ora, dunque, il futuro dello storico spazio dell’antagonismo milanese resta sospeso tra il sogno di tornare in Watteau, una proposta comunale bocciata e nuove ipotesi ancora tutte da verificare.
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