Un’altra notte senza dormire per i residenti di via Celentano. Schiamazzi, musica e disturbo sono proseguiti fino alle quattro del mattino, confermando una situazione che gli abitanti denunciano ormai da settimane e che gli interventi adottati finora non sono riusciti a risolvere.
Nel corso della notte sono stati uditi anche alcuni forti scoppi. Non è stato possibile stabilire se si trattasse di semplici petardi o di esplosioni di altra natura, ma il rumore ha accresciuto la paura tra chi vive nella zona. «Quando nel cuore della notte senti degli scoppi e non sai cosa stia accadendo, non puoi sentirti al sicuro dentro casa tua», raccontano i residenti, chiedendo che l’episodio venga verificato dalle autorità.
Alle segnalazioni per il rumore si aggiungono quelle relative alla presenza notturna di prostituzione nella via e nelle aree immediatamente circostanti. Un fenomeno che, secondo gli abitanti, contribuisce ad aumentare il continuo movimento di persone e veicoli, il degrado e la sensazione di insicurezza. Anche su questo punto i cittadini chiedono controlli mirati, evitando che la situazione venga considerata soltanto come un problema di disturbo della quiete pubblica.
La videocamera installata il 15 luglio rappresentava un primo passo, ma la sua posizione non consentirebbe di riprendere adeguatamente tutto il tratto interessato. Una parte di via Celentano resterebbe fuori dal campo visivo, permettendo agli assembramenti e ai comportamenti molesti di spostarsi nelle zone meno controllate. Per i cittadini servirebbe una seconda telecamera, collocata in modo da coprire l’intera area, oppure un presidio notturno delle Forze dell’ordine.
«Non possiamo passare ogni notte al telefono con il 112 o con la Polizia Locale. La mattina dobbiamo andare a lavorare e non è possibile dormire soltanto poche ore», lamentano alcuni residenti. Altri sottolineano come il problema non sia rappresentato da un episodio occasionale: «Ormai sappiamo già come andrà a finire. La sera iniziano gli assembramenti, poi arrivano le urla e la musica e tutto continua fino alle tre o alle quattro. Noi chiudiamo le finestre anche con il caldo, ma il rumore entra comunque».
La preoccupazione riguarda anche l’efficacia dei controlli. «Una telecamera serve soltanto se riprende il punto in cui accadono i fatti. Se basta spostarsi di pochi metri per non essere inquadrati, non è una soluzione», osservano gli abitanti, che chiedono di completare il sistema di videosorveglianza. La richiesta alternativa è altrettanto chiara: una pattuglia che non si limiti a transitare, ma rimanga nella zona durante le ore più critiche e intervenga quando iniziano gli schiamazzi.
Tra i residenti cresce soprattutto la sensazione di essere stati lasciati soli. «Abbiamo fatto segnalazioni, telefonate ed esposti. Non stiamo chiedendo favori, ma il diritto di dormire e di vivere tranquillamente nelle nostre case», è lo sfogo ricorrente. «Adesso non ci sono più soltanto il rumore e la musica: denunciamo prostituzione, un continuo viavai e persino scoppi notturni di cui non conosciamo l’origine. Quanto dobbiamo ancora aspettare prima di ottenere una presenza stabile delle Forze dell’ordine?».
Dopo l’ennesima notte di disturbo fino alle quattro, non bastano più interventi occasionali. Occorre installare una seconda videocamera capace di coprire via Celentano oppure attivare un presidio mobile delle Forze dell’ordine per il periodo estivo. I residenti chiedono una risposta concreta e immediata: non vogliono trascorrere il resto dell’estate contando le ore che li separano dal silenzio.

Giornalista pubblicista, opera da molti anni nel settore della compliance aziendale, del marketing e della comunicazione.