Bad Bunny, la grandine smaschera l’inadeguatezza della Maura

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La violenta grandinata che sabato sera ha colpito Milano ha interrotto dopo poche canzoni il concerto di Bad Bunny all’ippodromo La Maura. Circa 80mila spettatori sono stati costretti ad abbandonare l’area, quaranta persone sono rimaste lievemente ferite e alcune sono state soccorse dal personale del 118 dopo essere state colpite alla testa dai chicchi di grandine. Il deflusso ha rapidamente congestionato tutto il quadrante occidentale della città, tra strade paralizzate, taxi

Il maltempo è stato certamente intenso, ma non basta a spiegare ciò che è accaduto. Un piano di sicurezza serve esattamente a gestire gli eventi straordinari e a impedire che decine di migliaia di persone si riversino contemporaneamente su una viabilità locale già insufficiente. Quanto avvenuto alla Maura ha confermato criticità denunciate da anni dai residenti: accessi limitati, vie di fuga problematiche, trasporto pubblico insufficiente e quartieri completamente congestionati ogni volta che vengono organizzati eventi di queste dimensioni.

«Meno male che non c’è scappato il morto. È questa l’unica nota positiva di quanto accaduto», attacca Mariangela Padalino, capogruppo di Noi Moderati a Palazzo Marino. Secondo Padalino, alla Maura sarebbe andato in scena «l’ennesimo fallimento della Giunta»: il temporale non avrebbe creato il problema, ma avrebbe soltanto reso evidente l’inadeguatezza di un sistema incapace di sostenere l’evacuazione di 80mila persone.

La consigliera ricorda di avere ripetutamente denunciato in Consiglio comunale, anche come residente della zona, le conseguenze dei grandi eventi organizzati tra San Siro e La Maura: traffico fuori controllo, rumore, quartieri bloccati, accessi insufficienti e collegamenti incapaci di reggere flussi tanto elevati. «La domanda è una sola: a cosa serve il tavolo tecnico che autorizza questi eventi se basta un temporale per sfiorare la tragedia?», domanda Padalino, chiamando direttamente in causa il sindaco e la Giunta.

Il punto politico riguarda infatti le autorizzazioni concesse e i numeri ammessi in un’area inserita nel cuore di quartieri residenziali. Non si possono concentrare decine di migliaia di spettatori alla Maura e poi scoprire, soltanto durante un’emergenza, che la rete stradale del Gallaratese non è in grado di assorbire il deflusso, che la metropolitana deve essere chiusa e che molti ragazzi sono costretti a percorrere a piedi, sotto la pioggia, chilometri di strade congestionate.

«La Maura non è il luogo adatto per ospitare 80mila spettatori. I grandi concerti si organizzano dove esistono infrastrutture adeguate, vie di fuga reali e accessi sicuri», conclude Padalino. Il rimborso risarcirà almeno in parte i fan, ma non risponde alla questione centrale: stabilire se questo impianto possa continuare a ospitare manifestazioni di tali dimensioni senza mettere sotto pressione un intero quadrante della città.

Duro anche Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia, che definisce «uno straordinario flop» il piano presentato dalla vicesindaco Anna Scavuzzo e chiede correttivi immediati già per i concerti previsti a settembre. De Chirico ricorda inoltre che il Consiglio comunale ha approvato nei giorni scorsi un documento, di cui è primo firmatario, per chiedere interventi risolutivi ed evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

Sabato sera Milano ha avuto fortuna. Ma la sicurezza di 80mila persone non può essere affidata alla fortuna.

1 thought on “Bad Bunny, la grandine smaschera l’inadeguatezza della Maura

  1. Mi è bastata una volta sola per vedere i l concerto dei Linkin Park lo scorso anno. Postaccio per fare numero a discapito della qualità del concerto, dell’audio, e della pulizia. I piedi du quintalate di spazzatura. Buttata ovunque. Mai più.

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