Il cemento biologico che sfida i cappotti termici e raffredda le città

Attualità

I tradizionali e spesso antiestetici cappotti termici che rivestono gli edifici europei potrebbero presto avere un rivale ecologico: un cemento bio-ricettivo in grado di far crescere il muschio direttamente sulla sua superficie. Sviluppata dalla startup olandese Respyre, questa tecnologia punta a trasformare le facciate urbane in veri e propri scudi ecologici. L’obiettivo è duplice: conciliare l’estetica delle nostre città con il benessere abitativo, offrendo una soluzione concreta per assorbire la $CO_2$ e contrastare il fenomeno delle isole di calore grazie a una riduzione drastica delle temperature superficiali.

Il materiale, battezzato Mosscrete, è un calcestruzzo brevettato progettato per ospitare la vegetazione senza il bisogno di terra o di impianti di irrigazione. Realizzato per l’85% con componenti riciclati, presenta una struttura micro-porosa studiata appositamente per trattenere l’acqua. Prima della posa, la superficie viene trattata con un biogel ricco di nutrienti e spore, che permette al muschio di svilupparsi autonomamente in soli tre mesi, alimentandosi esclusivamente grazie alle piogge e all’umidità atmosferica.

La differenza rispetto ai giardini verticali

A differenza dei classici green wall, che richiedono costose strutture di supporto, fertilizzanti e sistemi di irrigazione continui, il muro di muschio non ha bisogno di alcuna manutenzione umana. È la parete stessa a fare da sostentamento naturale alla pianta, eliminando i costi di gestione e i rischi di guasti tecnici.

Tutti i vantaggi della tecnologia Mosscrete

L’adozione di questo cemento bio-ricettivo porta con sé una serie di benefici ambientali e strutturali significativi:

  • Sostenibilità: La facciata diventa carbon neutral già entro il primo anno di vita, grazie alla capacità del materiale di assorbire e mineralizzare l’anidride carbonica.

  • Abbattimento termico: Durante l’estate, la temperatura superficiale dei muri può scendere da 60°C a 30°C. Questo crollo termico contribuisce a rinfrescare l’aria circostante fino a 7°C, riducendo l’effetto isola di calore nei quartieri.

  • Isolamento interno: Il fresco non resta fuori. Riducendo il calore sulla superficie esterna, il materiale funge da isolante naturale, migliorando il comfort termico dentro casa sia in estate che in inverno.

  • Gestione idrica: Ogni metro quadrato di parete è in grado di trattenere fino a 5 litri di acqua piovana, alleggerendo la pressione sui sistemi di scarico urbani.

  • Isolamento acustico e biodiversità: La densità del muschio attutisce i rumori della città e, al contempo, offre un micro-habitat sicuro per insetti e microrganismi utili.

Le sfide e i test per il futuro

Nonostante le premesse promettenti, la tecnologia si trova ancora in una fase in cui è necessario raccogliere dati sulla tenuta a lungo termine. Prima di una diffusione su larghissima scala, l’azienda olandese dovrà verificare alcuni parametri critici:

  • La durabilità complessiva del materiale nel corso degli anni.

  • Il comportamento e la dinamica dell’umidità interna alle pareti durante i cambi di stagione.

  • La resistenza della struttura agli shock termici invernali ed estivi.

  • L’efficacia e la stabilità dei sistemi di fissaggio architettonico.

  • La tenuta sul lungo periodo delle proprietà di ritenzione idrica.

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