Camera Commercio, rapporto “Milano Produttiva”: PIL macroarea MI-MB-LO +0.7%

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Un sistema economico resiliente e competitivo che, a dispetto delle crisi energetiche e delle tensioni geopolitiche globali, continua a crescere a ritmi superiori rispetto alla media nazionale. È quanto emerge dalla 36esima edizione del rapporto annuale “Milano Produttiva”, realizzato dal Servizio studi statistica e programmazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e presentato ieri mattina. Nel 2025 l’andamento economico della macroarea ha registrato una crescita del PIL pari allo 0,7% (superiore allo 0,5% nazionale), trainata principalmente dal comparto dei servizi (+0,7%) e, in misura minore, dall’industria (+0,4%).

Le stime basate sui dati Prometeia indicano una stabilità della crescita al +0,7% anche per l’anno in corso. Sotto il profilo territoriale la crescita del PIL ha visto in testa il Lodigiano con un +1,1% (spinto da industria a +3,4% e costruzioni a +4,4%), seguito dalla Città metropolitana di Milano con un +0,7% e dalla provincia di Monza e Brianza con un +0,6%. In termini assoluti, l’area milanese si conferma il motore trainante, generando ben 211 miliardi di euro sui 248,8 miliardi complessivi della macroarea. Le tre province si confermano inoltre un terreno fertile per la nascita di nuove attività: il saldo tra iscrizioni e cancellazioni di imprese nel 2025 ha registrato un incremento di 10.007 unità (+2,1% di crescita complessiva, contro il +0,96% nazionale), con Milano a fare da capofila (+9.179 imprese). Il trend positivo è proseguito nel primo semestre del 2026 con 17.555 nuove iscrizioni a fronte di 13.792 cessazioni, pari a un saldo attivo di 3.763 unità (+0,8%).

Nonostante le tensioni e la forte incertezza a livello internazionale, l’economia milanese si dimostra solida e competitiva. La crescita è trainata soprattutto dal settore dei servizi. Aumenta il numero delle imprese e diminuisce il tasso di disoccupazione. Resta, tuttavia, il nodo dell’energia ancora troppo costosa. Ecco perché è urgente puntare sullo sviluppo delle rinnovabili e sul nucleare”, ha commentato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Il rapporto evidenzia anche l’elevata attrattività internazionale del territorio. All’inizio del 2025 la macroarea ospitava 6.636 imprese partecipate da multinazionali estere, capaci di impiegare oltre 719mila dipendenti e generare un fatturato aggregato di 408,2 miliardi di euro. Di queste, ben 6.043 si trovano nella sola provincia di Milano, un dato che rappresenta un terzo dell’intero panorama nazionale (32,7%). Sul fronte del commercio estero, l’interscambio ha superato i 78 miliardi di export (-1,2% rispetto al 2024, frenato dalle flessioni di Milano e Lodi ma parzialmente compensato dal +7% registrato in Brianza) e ha toccato i 110 miliardi per le importazioni (+3,3%).

Notizie positive giungono anche dal mercato del lavoro, dove il numero degli occupati supera stabilmente i 2 milioni (in crescita dell’1% su base annua), pari al 45% del totale regionale lombardo. Sebbene l’andamento sia eterogeneo – con un incremento dell’occupazione del 2,2% a Milano e dell’1,6% a Lodi, a fronte di una flessione del 3,8% in Brianza – i tassi di occupazione restano ampiamente sopra la media nazionale (Milano al 72,8%, Monza al 68,1% e Lodi al 66,7%). I tassi di disoccupazione si attestano a livelli minimi: 3% a Milano, 3,1% in Brianza e 2% nel Lodigiano.

Si registra inoltre un deciso calo dei NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano) nella provincia di Milano, dove il tasso è sceso dal 10,6% del 2024 al 7,7% del 2025. “Sostenere la competitività delle nostre imprese in uno scenario di crescita debole e pressioni sui costi energetici significa continuare a puntare con decisione su tre fattori decisivi: l’innovazione, l’apertura internazionale e la qualità del capitale umano”, ha dichiarato Elena Vasco, segretario generale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Vasco ha ricordato la leadership nazionale del territorio nell’innovazione, che ospita oltre un quinto delle start up e PMI innovative italiane (23,4%), un ecosistema che l’ente camerale intende rafforzare ulteriormente attraverso progetti come la Tech Europe Foundation (promossa da Politecnico di Milano, Università Bocconi, Ion e Fsi) per colmare i ritardi del Paese sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo.

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