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Cos’hanno di verde i Verdi a Milano?

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A Milano sembra esserci una costante: per i Verdi non va mai bene nulla. Quando si costruisce, protestano. Se non si costruisce, protestano. Se si recuperano aree dismesse, protestano. E adesso, incredibilmente, finiscono nel mirino perfino gli studentati convenzionati, accusati di non essere abbastanza “sociali” nonostante prevedano centinaia di posti a tariffa agevolata e siano stati realizzati proprio grazie a strumenti pubblici pensati per aumentare l’offerta abitativa destinata agli studenti.

L’ultimo caso riguarda lo studentato di Scalo Romana. La consigliera comunale dei Verdi Francesca Cucchiara contesta il fatto che i posti letto convenzionati abbiano beneficiato di diversi strumenti di sostegno pubblico senza che, a suo giudizio, i canoni siano sufficientemente bassi. Da qui la richiesta di modificare le regole sui convenzionamenti e di aprire un confronto pubblico con Coima.

Una posizione che lascia perplessi. È legittimo discutere dell’efficacia dei contributi pubblici e verificare che ogni euro venga utilizzato nel migliore dei modi. Ma trasformare uno studentato da quasi 1.700 posti letto in un simbolo di ciò che “non è sociale” rischia di lanciare un messaggio devastante: qualsiasi intervento privato che collabori con il pubblico sarà comunque sottoposto a una continua delegittimazione.

Il risultato è sempre lo stesso. Ogni operazione immobiliare viene ostacolata, ogni investimento viene guardato con sospetto, ogni cantiere diventa terreno di scontro ideologico. Eppure Milano continua ad avere un disperato bisogno di nuove abitazioni per studenti, giovani lavoratori e famiglie. Se ogni progetto viene bollato come insufficiente, il rischio è che gli investitori scelgano semplicemente di non investire più.

C’è poi una contraddizione difficile da ignorare. Da anni una parte della sinistra ambientalista si oppone sistematicamente a nuove edificazioni, ricorsi, vincoli e rallentamenti urbanistici che finiscono inevitabilmente per ridurre l’offerta di immobili. Meno case disponibili significa prezzi più alti. È una legge elementare del mercato. E l’effetto finale è che il patrimonio immobiliare esistente aumenta di valore, a beneficio proprio di chi una casa già la possiede, mentre studenti e giovani coppie continuano a pagare affitti sempre più elevati.

Così, mentre si denuncia il costo di una stanza universitaria, si contribuisce a creare le condizioni che fanno aumentare il costo di tutte le altre. Una contraddizione che appare difficile da spiegare.

Se davvero si vuole rendere Milano più accessibile, la strada non è bloccare o delegittimare ogni progetto, ma favorire un aumento dell’offerta abitativa, pretendendo trasparenza, controlli e regole chiare senza trasformare ogni intervento in un processo politico permanente.

Perché, alla fine, viene spontaneo chiederselo: che cosa hanno davvero di verde i Verdi di Milano? L’ambiente si tutela anche costruendo bene, rigenerando aree abbandonate e offrendo nuove opportunità a chi oggi una casa non riesce a permettersela. Dire sempre e comunque “no” non è una politica per l’ambiente. È soltanto un modo per lasciare tutto com’è.

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