Milano, piano Aler in via Porpora e Lulli: crolli, maxi cantieri e 150 famiglie da trasferire

Ultime Notizie

Il comparto storico di edilizia residenziale pubblica tra via Porpora e via Lulli, a Milano, si appresta a vivere una trasformazione radicale. Attraverso un imponente investimento di 80 milioni di euro, i fabbricati risalenti al 1910 diventeranno il primo esempio in Italia di case popolari a energia quasi zero (Nzeb). Il progetto, pur rappresentando una svolta ecologica e strutturale, comporta tuttavia una complessa gestione sociale: per consentire l’apertura dei cantieri, oltre 150 famiglie dovranno lasciare temporaneamente le proprie abitazioni. Il piano di mobilità forzata è stato recentemente discusso a Palazzo Marino durante la commissione casa.

I motivi dell’intervento e il cronoprogramma

I lavori sui palazzi, tutelati dalla Sovrintendenza, hanno assunto carattere di urgenza in seguito al crollo di una rampa di scale avvenuto al civico 47 di via Porpora. Una successiva perizia tecnica del Politecnico di Milano ha riscontrato gravi carenze statiche e sismiche nei solai, nelle facciate e nelle scale dell’intero complesso. La natura invasiva degli interventi strutturali, unita all’installazione di impianti fotovoltaici e pompe di calore geotermiche, ha reso incompatibile la permanenza dei residenti durante le operazioni.

Il calendario delle attività è vincolato dalle scadenze europee del finanziamento Repower EU: l’avvio dei cantieri è fissato entro novembre 2026, mentre il completamento dell’opera dovrà avvenire nel 2029. Attualmente, su un totale di 303 alloggi, quelli occupati sono 153, poiché le nuove assegnazioni erano state sospese proprio in previsione della riqualificazione. I primi traslochi, diretti principalmente verso il quartiere di Città Studi e la vicina via Botticelli, cominceranno nella seconda metà di luglio e hanno già registrato l’adesione di 22 nuclei familiari.

Le richieste della comunità e dei sindacati

Gli inquilini, pur riconoscendo la necessità e l’utilità delle opere di messa in sicurezza, hanno espresso forti preoccupazioni per le modalità dello sgombero, criticando la gestione passata della manutenzione da parte di Aler. Supportati dai sindacati, i residenti hanno avanzato proposte specifiche per limitare l’impatto del trasloco di massa:

  • Cantieri a rotazione: l’ipotesi di avviare i lavori per lotti partendo da via Porpora 47, utilizzando gli alloggi progressivamente ristrutturati come sistemazione temporanea per gli abitanti degli altri civici.

  • Esclusione di via Lulli 30 bis: la richiesta di esentare lo stabile dai lavori più invasivi, limitando l’intervento all’efficientamento energetico leggero, date le migliori condizioni strutturali dell’edificio.

  • Tavolo tecnico e sportello informativo: l’istituzione di un coordinamento permanente tra Aler, il Comune, il Municipio 3, i sindacati e la ditta appaltatrice Edison, supportato da uno sportello fisico nel quartiere per assistere quotidianamente le famiglie.

La posizione di Aler e il dibattito istituzionale

Il presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, ha escluso qualsiasi rischio di speculazione immobiliare, confermando che i vincoli europei impongono il mantenimento della destinazione d’uso a edilizia residenziale pubblica. L’azienda si farà carico delle spese del trasloco iniziale e sta valutando la copertura dei costi per il rientro a fine lavori. Per tutelare i soggetti fragili, gli anziani e i minori, Aler attiverà soluzioni di prossimità all’interno dello stesso rione sfruttando alcuni appartamenti liberi nei civici limitrofi. Aler ha tuttavia precisato che il cronoprogramma generale non potrà subire variazioni o divisioni in lotti, per evitare la perdita dei fondi comunitari.

Sul piano politico, i rappresentanti del Comune e del Municipio 3 hanno chiesto la firma di un protocollo d’intesa formale per garantire la massima trasparenza e l’apertura dello sportello informativo, prendendo a modello precedenti interventi cittadini di successo. È stata invece scartata la possibilità di impiegare gli alloggi sfitti comunali di via Lombardia 65 come sistemazioni provvisorie, a causa della loro attuale inagibilità. Le forze di minoranza hanno infine sollecitato l’amministrazione a individuare ulteriori soluzioni abitative limitrofe e a stanziare contributi economici straordinari nel prossimo bilancio per alleviare i disagi della cittadinanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.