«Il confronto politico può essere duro e provocatorio, ma non può oltrepassare il confine della falsificazione della realtà. Da ore circolano sui social immagini generate con l’intelligenza artificiale che ritrarrebbero Giorgia Meloni e Donald Trump in situazioni mai avvenute.
Se fosse confermato il coinvolgimento del deputato M5S Marco Pellegrini nella pubblicazione o rilancio di tali contenuti, occorrerebbe accertarne provenienza, contesto e capacità di indurre gli utenti a considerarli autentici.

Un parlamentare ha una responsabilità particolare e non può contribuire alla manipolazione digitale del dibattito pubblico. La legge 23 settembre 2025, n. 132 ha introdotto nel Codice penale il reato di diffusione di contenuti deepfake idonei a ingannare sulla loro autenticità e a causare un danno ingiusto alla persona rappresentata, prevedendo inoltre un’aggravante specifica per i reati commessi mediante l’impiego dell’intelligenza artificiale.
L’IA è una straordinaria opportunità, ma il suo utilizzo per attribuire a esponenti istituzionali comportamenti o situazioni inesistenti rischia di danneggiare le persone coinvolte e di inquinare il confronto democratico. La libertà di critica va tutelata, ma deve essere garantito anche il diritto dei cittadini a non essere ingannati da contenuti artificiali presentati come reali».
Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, vicepresidente della Commissione Affari costituzionali della Camera.
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