La Guardia di Finanza sembra ormai di casa al Comune di Milano. I militari del Gruppo spesa pubblica del Nucleo di Polizia tributaria di Milano si sono presentati ieri alla Soprintendenza delle Belle Arti e all’Agenzia del Demanio con precisi ordini di esibizione di atti.
La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, apre un nuovo e delicato fronte giudiziario che punta dritto al cuore simbolico e commerciale della città: la Galleria Vittorio Emanuele II.
Cosa cercano i finanzieri: i marchi del lusso e i grandi eventi
Secondo quanto ricostruito, l’acquisizione dei documenti si concentra su due filoni principali:
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Le concessioni commerciali: Gli atti richiesti riguardano i contratti e le assegnazioni degli spazi alle maison Dior e Montblanc per i loro prestigiosi negozi in Galleria.
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I grandi eventi mediatici: Sotto la lente della Procura ci sono anche le pratiche amministrative per due recenti installazioni sulla facciata della Rinascente: quella per il lancio del film “Michael” (avvenuta circa un mese fa) e quella per il debutto di “Il Diavolo veste Prada 2” (risalente a due mesi fa).
La distinzione tecnica: Non si è trattato di una perquisizione, ma di un ordine di esibizione di pratiche amministrative. Tuttavia, il richiamo al “modello 21” nel documento di richiesta indica che esistono già soggetti iscritti nel registro degli indagati.
Sebbene il reato ipotizzato non sia ancora esplicitato, il fatto che il fascicolo sia in mano alla pm Grazia Colacicco, attiva nel pool reati contro la pubblica amministrazione, traccia un perimetro investigativo molto chiaro.
L’origine dell’inchiesta: un esposto del 2025
All’origine degli accertamenti ci sarebbe un esposto presentato l’anno scorso da Massimiliano Lisa, imprenditore e promotore del museo dedicato a Leonardo da Vinci in Galleria, con affaccio su Piazza della Scala.
I rapporti tra l’imprenditore e l’amministrazione comunale sono tesi da tempo a causa di diversi contenziosi sulla gestione degli spazi. Quella denuncia ha spinto la Procura ad approfondire i criteri con cui vengono assegnate le concessioni commerciali in uno dei luoghi pubblici più redditizi d’Italia.
La reazione di Sala: “Valuterò le ripercussioni politiche”
Il sindaco Giuseppe Sala ha commentato la vicenda a margine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, mostrando inizialmente cautela: “Come sempre, quando non sai nulla e leggi un articolo del giornale è difficile capire”.
Poche ore dopo, durante il Green&Blue Festival al Museo della Scienza e della Tecnologia, il primo cittadino ha però usato parole più dense di significato:
“Valuterò politicamente a tempo debito, perché è obiettivamente un qualcosa che ha anche ripercussioni politiche. Voglio rifletterci per non usare parole sbagliate, per non arrivare a conclusioni errate. Però certamente qualche connotazione politica questa vicenda ce l’ha.”
La linea del sindaco è chiara: nessuna minimizzazione e nessun attacco alla magistratura, ma il pieno riconoscimento del peso politico della vicenda. In un momento già complesso per la giunta milanese, l’indagine sulla Galleria rischia di trasformarsi in un nodo politico di primo piano.
De Corato “GdF in Comune grave segnale. Qualcuno mediti passo indietro”
«Apprendo dalle notizie della stampa che anche questa mattina, la Guardia di Finanza, si è recata a Palazzo Marino per fare chiarezza su alcune concessioni nel ‘Salotto di Milano’. Ormai, da qualche anno, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno una presenza costante e continuativa all’interno dei palazzi comunali milanesi e, qualcosa, vorrà pur dire. Ricordo, che tra le indagini che si sono susseguite negli ultimi anni, c’è stata quella gravissima sull’urbanistica a cui si sono aggiunte anche l’insidiosa vicenda Stadio San Siro ed ora, dulcis in fundo, le concessioni ad alcune Maison in Galleria Vittorio Emanuele. Visto e considerato che la Gdf è un giorno sì e l’altro pure a Palazzo Marino, qualcuno non è il caso che mediti seriamente e concretamente di fare un passo indietro e liberare questa città da continue vicende giudiziaria che non merita»?
Lo dichiara il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
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