L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Milano ha lanciato un appello accorato al sindaco Giuseppe Sala attraverso una lettera che descrive una città sempre meno accessibile. Durante un’assemblea affollatissima, i partecipanti hanno ribadito che il concetto di autonomia personale si infrange quotidianamente contro una realtà urbana fatta di barriere fisiche improvvisate. Quelli che per molti cittadini sono semplici contrattempi logistici, come un monopattino parcheggiato male o un cantiere, per chi vive nell’oscurità si trasformano in veri e propri pericoli per l’incolumità fisica.
Le testimonianze raccolte dipingono un quadro allarmante di incidenti e timori crescenti. Diversi soci hanno riportato cadute causate da biciclette e monopattini elettrici lasciati in modo disordinato, con conseguenze che vanno dai traumi cranici alla perdita di fiducia nel muoversi da soli. Oltre ai mezzi di micro-mobilità, che agiscono come trappole silenziose, pesano anche i dehors, i cantieri che interrompono i percorsi tattili e la presenza di auto elettriche, difficili da individuare acusticamente. La continuità dei percorsi pedonali è essenziale per chi si orienta contando i passi e costruendo mappe mentali rigorose, che vengono puntualmente distrutte da ostacoli mobili e imprevedibili.
La richiesta avanzata alle istituzioni mira a ottenere interventi concreti, come l’introduzione di stalli obbligatori per i monopattini, un incremento dei controlli da parte della Polizia locale e una gestione più attenta della segnaletica sonora e dei cantieri. Anche il parcheggio selvaggio delle auto sui marciapiedi rappresenta una sfida critica, poiché costringe i pedoni non vedenti a deviazioni rischiose verso la carreggiata. Il messaggio emerso dall’assemblea è chiaro: l’accessibilità non deve restare uno slogan, ma deve tradursi in una responsabilità condivisa che garantisca a ogni individuo il diritto fondamentale di spostarsi in sicurezza nel proprio ambiente urbano.
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