Il 21 aprile 2026 si è riunita la Commissione n.4 Mobilità, Bilancio ed Affari Istituzionali del Municipio 8: all’ordine del giorno vi è stata la presentazione del progetto della pista ciclabile sul Ponte della Ghisolfa.
La Commissione in questione, aperta anche ai cittadini previa richiesta, ha visto la partecipazione degli Assessori Comunali competenti alla partita e dei tecnici che hanno progettato ed ideato l’opera.
Il budget previsto per la realizzazione della pista ciclabile sul Cavalcavia Bacula è davvero importante ed ammonta a quasi tre milioni di euro.
L’opera è finanziata in larga parte tramite i fondi del Pnrr, specificamente all’interno della missione dedicata alla mobilità ciclistica urbana.
L’allocazione delle risorse non riguarda solo l’asfalto delle corsie, ma copre una serie di interventi infrastrutturali complessi necessari per rendere sicuro un ponte a scorrimento veloce.
Ero presente in qualità di cittadino residente alla succitata riunione e ho potuto constatare che l’ingegnere, ideatore del progetto in fieri, abbia effettivamente mostrato una lodevole chiarezza espositiva.
Il ruolo del Pnrr è preponderante, infatti il suo inserimento nel Piano menzionato ha imposto al Comune di Milano dei vincoli temporali per completamento lavori e successivi collaudi, nonché il rispetto degli standard europei, in fase di rendicontazione, affinché non sia arrecato nessun danno significativo all’ambiente.
I costi per la realizzazione di questa opera sono secondo me alquanto elevati, ma giustificati dalla natura “critica” del ponte, che richiede interventi strutturali che una normale strada pianeggiante non comporterebbe.
L’ingegnere progettista ha confermato apertis verbis che l’opera non sia semplice, perché il progetto si basa su una strada esistente.

La ciclabile Ghisolfa – Bacula è una pista protetta che corre lungo il ponte della Ghisolfa, uno degli snodi più trafficati della città: collega via Mac Mahon a Piazzale Lugano; prevede due corsie ciclabili, una per senso di marcia; ogni corsia sarà larga circa 1,5 metri separata dalle auto con cordoli fisici per maggiore sicurezza.
I nuovi semafori sul Cavalcavia Ghisolfa rappresentano il “cervello” del progetto: la loro funzione non è solo regolare il traffico, ma anche di eliminare i punti di conflitto mortali che storicamente hanno reso questo ponte un incubo per i ciclisti.
È stata data conferma del fatto che si verifichino molteplici disagi per i cantieri; verranno effettuati dei lavori notturni per i quali verranno coinvolti sia ATM sia la Polizia Locale.
Verrà aperto un percorso pedonale in Via Delfico, condizione necessaria e sufficiente per allargare il rilevato stradale.
La cantierizzazione in tutte le sue fasi sta avendo un impatto notevole, ma al momento non crea nocumento agli obiettivi progettuali.
Il Ponte insiste su un fascio di binari e coinvolge il trasporto pubblico locale, il trasporto suburbano, la mobilità privata, la mobilità derivante dalla logistica, la mobilità pedonale e l’Alta Velocità: tutte queste componenti necessitano quindi di soluzioni tecniche, le quali ad oggi risultano essere funzionali.
Nel corso del tempo si sono verificati molti incidenti stradali, il più grave tre anni fa, che ha penalizzato fortemente pedoni e ciclisti.
Entro il 2027, Mac Mahon, Lotto e Zavattari saranno ciclabili con percorso riservato.
Dirimente per il progetto è stato l’allargamento della sede stradale, circa 3,5 km.
Due ciclabili iniziano in Piazzale Lugano; vi sarà anche un territorio del Municipio 9 coinvolto, nel quale, precisamente in Via Bodio, vi sarà un attraversamento ciclabile semaforizzato.
Per chi arriva da Piazzale Nigra la ciclabile inizierà a valle; viene semaforizzata Via Mac Mahon interrompendo la pista ciclabile in Via Bodio.
Nel tratto tra Via Delfico e Piazzale Lugano la carreggiata è ridotta e ciò sta causando rallentamenti significativi nelle ore di punta.
Il cronoprogramma del progetto è stato complesso: nel 2018 progetto viene votato dai cittadini e ha vinto il finanziamento, ma l’iter tecnico si rivela complesso per la presenza della ferrovia e delle filovie.
L’approvazione definitiva del progetto è datata 2025 e prevede cordoli protettivi per non bloccare la linea 90-91.
Ad aprile 2026 sono partiti effettivamente i lavori con i primi restringimenti di carreggiata sul ponte.
Particolare attenzione è stata data, durante la riunione, al bilancio partecipativo.
Alcuni consiglieri dell’opposizione hanno posto un occhio vivo sui numeri confutandoli in merito: trentamila persone hanno votato detto progetto, la città di Milano ha circa 1,4 milioni di residenti nel Comune: si evince a tal proposito che solo il 2,14% sia stato favorevole, mentre l’87,8% sia stato contrario.

Molteplici segnalazioni sono state effettuate dalla Consigliera FI Avv. Anna Daniela Gesualdo durante l’incontro telematico che ha permesso la presentazione del progetto, descrivendolo in dettaglio e cercando di fugare dubbi o preoccupazioni instillati nei cittadini residenti a seguito di speculazioni social sull’effettiva realtà progettuale.
La Consigliera FI Avv. Gesualdo, durante il suo intervento, ha evidenziato il fatto che la segnaletica stradale sia vetusta e risenta del tempo, essendo altresì ammalorata, in particolare tra Piazzale Lugano e Via Delfico; ha inoltre sottolineato di aver ricevuto note tecniche che non esiterà a condividere affinché si valuti la pendenza del ponte e se lo stesso ponte sia effettivamente percorribile dai ciclisti e dall’utenza dolce; la Consigliera FI Avv. Gesualdo, giurista di lungo corso, ha richiamato l’attenzione della Commissione e dei tecnici relativamente alla valutazione del rischio per migliorare la sicurezza stradale, menzionando soprattutto l’interpretazione normativa, alla quale tutti i professionisti coinvolti nel progetto devono fare riferimento, soprattutto al Codice della Strada ad esempio che, sebbene il progetto riguardi una strada esistente, deve essere rispettato. Sono state molte infatti le segnalazioni pervenute alla Consigliera FI da parte dei cittadini, la maggior parte dei quali hanno fatto cenno al rispetto ed alla tutela degli utenti della strada, in particolare degli utenti deboli come i pedoni menzionati dall’Avv. Gesualdo.
Nel Municipio 8 si sta cercando di costruire del domani; si sta tentando di proiettare la città nel futuro insomma, un modello di città che non è quello odierno. Su questo punto il focus è ampio: anche i consiglieri della maggioranza hanno evidenziato in riunione il fatto che sia necessario ed urgente un processo culturale, ora pressoché assente, atto ad educare i cittadini sulla responsabilità degli stessi residenti, molti dei quali risultano incapaci di usare gli spazi.
Gabriele Motta
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