I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
La Cascina Casanova, situata nel Parco Forlanini nella zona est di Milano, è uno dei casi più emblematici del complesso recupero, ancora in corso, di un patrimonio rurale milanese. Compare già nel 1500, quando viene citata nelle mappe della pieve di Segrate come edificio agricolo fortificato.
Il nome “Casanova” (o “Casa Nuova”) indicava spesso una nuova costruzione rurale o un ampliamento rispetto a edifici preesistenti. Era tipicamente una corte agricola chiusa, con funzioni produttive e difensive, non raro nelle campagne lombarde del tempo.
Fino al 1841 era addirittura un comune autonomo, al centro di un sistema territoriale aggregato che corrispondeva, all’incirca, all’attuale Parco Forlanini.

Come tutte le cascine lombarde tra Cinquecento e Novecento, anche Casanova era un vero e proprio micro-villaggio agricolo con abitazioni per contadini (“cassinari”), stalle e fienili, cortile centrale (aia), magazzini e granai. Le cascine lombarde nascono proprio per riunire lavoro agricolo e vita sociale nello stesso luogo. Al censimento del 1751 registrava 164 residenti.
Tra Medioevo e Rinascimento la pianura lombarda era uno dei territori più produttivi d’Europa (ieri come oggi si può affermare) densamente coltivata, attraversata da canali e strade, popolata da villaggi di contadini, monaci, piccoli proprietari. Una campagna ricca, perciò ambita da signorie, eserciti e banditi.
Le cascine, che sovrintendevano a vaste estensioni di terreno, erano isolate e custodivano grano, fieno, bestiame, attrezzi, beni che andavano protetti attraverso una “architettura difensiva”: struttura a corte chiusa, mura esterne senza aperture, un solo grande portone, talvolta fossati o rogge: una risposta pratica a rischi reali.
Nel 1808 Casanova è stata aggregata a Milano, recuperando l’autonomia nel 1816 con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto (1815-1859 Lombardia, 1866 Veneto). Poi ha seguito la sorte del comune di Lambrate, annesso nel 1923 alla città di Milano. .
Nel 1900 la cascina ha seguito il declino di molte altre mentre il fulcro dell’economia lombarda si spostava dall’agricoltura all’industria e i campi venivano ingoiati dall’espansione urbanistica della città (viale Forlanini e aeroporto di Linate).Già negli anni ’70 parti considerevoli del complesso erano poco più che ruderi.
Oggi Casanova sta rinascendo. Nel 2023 si è avviato un percorso concreto di recupero, legato soprattutto ad iniziativa pubblico-privata con attori principali il Comune di Milano e l’associazione VIDAS che offre assistenza sociosanitaria completa e gratuita ai malati inguaribili e ai loro familiari.
Gli obiettivi del progetto in fase di attuazione sono: il recupero architettonico e paesaggistico; funzione sociale e sanitaria; valorizzazione del territorio; sostenibilità economica. Le criticità sono i lunghi iter burocratici, la complessità tra proprietà pubblica e private, i costi elevati del restauro, i vincoli ambientali.
Come arrivare a Cascina Casanova con i mezzi pubblici: Metro M4; Tram 12, 5; Bus 38, 973, NM4, 88, 45.
Ben Sicchiero
A cura di Assoedilizia informa
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