L’economia italiana mostra segnali di crescita reale, con i redditi che aumentano più dell’inflazione, ma la frattura geografica tra Nord e Sud rimane una criticità strutturale insuperata. Secondo l’analisi di Excellera sui dati del Mef, Milano si conferma il motore trainante del Paese con un reddito medio di 40.316 euro (+3,3%), seguita da Monza e Bergamo.
La classifica delle città e dei comuni
Il divario territoriale emerge chiaramente confrontando i grandi centri urbani:
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Milano: 40.316 euro
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Bologna: 32.302 euro
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Roma: 31.423 euro
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Napoli: 24.388 euro
A livello comunale, si registrano picchi statistici particolari. Maccastorna (Lodi) svetta con oltre 72.000 euro medi, un dato influenzato dal numero esiguo di contribuenti (appena 76) che rende la media sensibile agli spostamenti di residenza di singoli individui facoltosi. Seguono per ricchezza borghi di pregio come Lajatico e Portofino.
Regioni e province: l’Italia a due velocità
La Lombardia guida la classifica regionale con una media di 29.421 euro, mentre all’estremità opposta si trovano Calabria, Molise e Puglia, dove i redditi faticano a superare la soglia dei 20.000 euro. Anche nelle province il contrasto è netto: se il podio è occupato da Milano e Bologna, le posizioni di coda sono presidiate da Crotone, Vibo Valentia e Ragusa.
Crescita reale e distribuzione della ricchezza
Nonostante le disuguaglianze, il 2024 ha portato una nota positiva: il reddito pro capite nazionale è salito a 25.125 euro (+4,1%), superando ampiamente l’inflazione ferma all’1,1%.
In quindici anni, il reddito medio imponibile è cresciuto di quasi un terzo, resistendo a crisi pandemiche e tensioni geopolitiche.
Tuttavia, la distribuzione resta polarizzata:
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Il 6% dei contribuenti guadagna più di 55.000 euro.
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Il 33,2% dichiara meno di 15.000 euro (in leggero miglioramento rispetto all’anno precedente).
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La fascia media (26.000 – 55.000 euro) è in espansione, raggiungendo il 31,1% della popolazione.
In sintesi, l’Italia registra una ripresa del potere d’acquisto, ma il consolidamento della ricchezza in aree circoscritte e la persistente debolezza del Meridione delineano un Paese che continua a viaggiare a velocità opposte.
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