Centri sociali, solo Daspo e avvisi orali per l’aggressione ai carabinieri

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Le misure di prevenzione emesse dalla questura nei confronti di quattro esponenti del centro sociale Pedro hanno sollevato discussioni sulla proporzionalità della risposta giudiziaria rispetto alla gravità dei fatti. Il 15 aprile scorso, un gruppo di circa quaranta attivisti aveva accerchiato e assalito i carabinieri durante un controllo a Padova in zona stazione, causando il ferimento di sette militari. Nonostante la violenza dell’episodio, le autorità hanno stabilito per i responsabili l’applicazione di quattro Daspo Willy per la durata di tre anni, tre dei quali con obbligo di firma, unitamente a due avvisi orali e un Daspo fuori contesto.

La dinamica dell’aggressione evidenzia la criticità dell’ordine pubblico in quel contesto. Tutto era iniziato quando i carabinieri avevano fermato un’auto sospetta che tentava di allontanarsi velocemente; i passeggeri avevano reagito immediatamente con pugni e calci per evitare l’ispezione, richiamando l’intervento dei militanti del centro sociale vicini al luogo del controllo. Solo l’arrivo massiccio di rinforzi da parte di Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale aveva permesso di bloccare i quattro giovani, portandoli in caserma con le accuse di resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale.

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