La Comunità ebraica di Milano ha annunciato che non prenderà parte alle celebrazioni ufficiali del 25 aprile. Attraverso una nota ufficiale, l’associazione ha spiegato che la scelta è dettata principalmente dalla concomitanza della ricorrenza con lo Shabbat, motivo per cui non sarà prevista una partecipazione istituzionale formale né l’esposizione di simboli comunitari. Tuttavia, la Comunità incoraggia lo svolgimento di iniziative in date alternative e la partecipazione a titolo individuale.
Al di là delle ragioni religiose, la nota mette in luce una riflessione amara sulla condizione attuale degli ebrei in Italia. A oltre ottant’anni dalla Liberazione, la Comunità evidenzia il paradosso di dover ancora richiedere protezione per poter manifestare la propria identità o partecipare alla vita pubblica. Questa persistente insicurezza viene indicata come il segno che i principi di libertà e uguaglianza sanciti dalla Costituzione non sono ancora pienamente realizzati, specialmente se un cittadino deve temere per la propria incolumità durante la festa della democrazia.
Le preoccupazioni espresse derivano anche da un clima sociale che negli ultimi anni è apparso sempre più ostile. La Comunità sottolinea come la propria presenza venga talvolta percepita come estranea o delegittimata in una ricorrenza che invece sente profondamente propria. I richiami alle aggressioni e alle contestazioni avvenute nelle passate edizioni servono a rimarcare un segnale d’allarme che, secondo gli esponenti ebrei, dovrebbe coinvolgere l’intera società civile.
Nonostante l’assenza dal corteo ufficiale, la Comunità rivendica con forza il legame con questa data, ricordando il contributo fondamentale degli ebrei italiani alla lotta antifascista e l’eroismo della Brigata Ebraica. Per onorare questo legame storico, è stata organizzata una commemorazione specifica per domenica 26 aprile presso il Milano war cemetery, ribadendo che il valore della Resistenza resta un punto fermo e non negoziabile della loro identità nazionale.
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