Il dibattito sulla necessità di una legge speciale per Milano e la sua area metropolitana ha ripreso vigore, portando sul tavolo istituzionale due visioni politiche differenti. La Lega, attraverso il senatore Massimiliano Romeo, ha presentato una proposta mirata a dotare il capoluogo lombardo di poteri simili a quelli già previsti per Roma Capitale. Parallelamente, il Partito Democratico lombardo ha elaborato un progetto che estende il concetto di legge speciale all’intera Città Metropolitana, puntando a un rafforzamento dell’autonomia e delle risorse economiche. Questo confronto è stato il cuore dell’incontro organizzato dal Centro Studi Grande Milano, dove amministratori e accademici hanno discusso il futuro assetto della città.
Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale, ha sottolineato come il lavoro in commissione sia già avviato per evitare che Milano venga percepita come una realtà di serie B nel contesto europeo. Sul piano della scala territoriale, Giorgio Gori ha evidenziato che l’autonomia non dovrebbe limitarsi al solo Comune, ma coinvolgere l’intera area metropolitana, suggerendo l’elezione diretta del sindaco metropolitano e un’alleanza strategica con Napoli, considerata l’unica città italiana con dimensioni e problematiche paragonabili a quelle milanesi. Anche il mondo accademico, con la rettrice della Statale Marina Brambilla, vede nella riforma un’opportunità strategica per trasformare Milano in una capitale europea della conoscenza, mettendo gli atenei a disposizione del progetto.
Il sindaco Giuseppe Sala ha ribadito l’urgenza di ottenere strumenti normativi e finanziari adeguati, citando la questione della casa come esempio critico: a differenza di altre metropoli europee, Milano non dispone oggi di risorse vincolate per l’edilizia pubblica proporzionate al suo ruolo. Pur concordando con la visione metropolitana del Pd, Sala ha ricordato che solo Roma, Milano e Napoli superano i tre milioni di abitanti e dovrebbero dunque guidare questo cambiamento. Il sindaco ha inoltre auspicato un approccio bipartisan, sollevando dubbi sull’attuale impostazione dell’Autonomia differenziata, giudicata troppo generica.
A queste osservazioni ha risposto il presidente della Regione Attilio Fontana, il quale, pur sostenendo l’idea della legge speciale, ha invitato il sindaco a un atteggiamento più collaborativo. Fontana ha difeso la riforma dell’Autonomia differenziata intrapresa da diverse regioni del Nord, definendola uno strumento di efficienza amministrativa e ricordando che le basi costituzionali di tale percorso furono gettate in passato dal centrosinistra. In questo scenario, Cristina Rossello di Forza Italia ha ribadito che solo una sinergia tra istituzioni e mondo economico potrà portare a un risultato concreto, capace di blindare il ruolo di Milano come motore economico del Paese in un percorso condiviso e strutturato.
Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845