A Milano, presso Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa Italiana, nei giorni scorsi, è stato presentato il libro L’industria delle Bugie di Enea Angelo Trevisan edito da Ealixir Editions
Il libro ha la prefazione di Luca Palamara. Nel corso della presentazione sono intervenuti, insieme all’autore, Alessandro Sallusti e Luca Palamara, che hanno approfondito ciò che Internet è diventato e discusso il tema dell’informazione digitale che produce realtà, reputazione e giudizio.
L’informazione non viene più solamente raccontata: è prodotta, selezionata, ripetuta e amplificata secondo logiche industriali.
La rete ha, quindi, trasformato la verità in un processo, la notizia in un prodotto e la reputazione in una variabile algoritmica. Nel suo saggio, Enea Angelo Trevisan conduce il lettore dentro quella che definisce l’industria della menzogna contemporanea: un sistema in cui fake news, titoli ambigui, algoritmi di ranking e intelligenza artificiale contribuiscono a costruire narrazioni persistenti, spesso indipendenti dai fatti reali. Attraverso esperienze dirette maturate nel mondo della reputazione digitale e una riflessione lucida sui meccanismi della comunicazione online, il libro esplora, così, la fragilità della verità nell’era dei motori di ricerca, dei social network e della memoria permanente.
In tale contesto, ciò che conta non è tanto ciò che è accaduto, ma ciò che continua a essere visibile: nel web non vince ciò che è vero, ma ciò che è meglio posizionato.
La fabbrica delle bugie analizza, quindi, come l’informazione, svincolata dal tempo e dal contesto, diventi potere: potere di definire identità, di orientare il giudizio pubblico, di incidere concretamente sulla vita delle persone. La reputazione, in questo scenario, non è più un’opinione: è una sentenza che tende a non conoscere prescrizione.
La reputazione digitale è una pena che non passa mai di moda.
Il libro è un’indagine critica e necessaria su un sistema che ha superato il controllo umano e che richiede, oggi più che mai, responsabilità, consapevolezza e capacità di lettura critica. Il libro è pensato per chi lavora nell’informazione, nella comunicazione e nel diritto digitale, ma anche per chi vuole comprendere il potere nascosto della rete.
La fabbrica delle bugie si rivolge non solo a giornalisti, professionisti, studenti di scienze sociali ma anche a tutti coloro che desiderano riconoscere — e difendere — la verità nell’epoca della disinformazione.
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