L’illusione del campo largo: i sondaggi frenano l’entusiasmo delle opposizioni

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La settimana del cosiddetto “campo largo” è sembrata un idillio: il successo del No al referendum costituzionale sulla giustizia, le piazze gremite, i brindisi e i leader dell’opposizione finalmente uniti, con il sostegno della Cgil di Maurizio Landini. A completare il quadro, le forti scosse nella maggioranza di centrodestra: dalle dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi al ministero della Giustizia a quelle, più travagliate, di Daniela Santanchè al Turismo, fino alle tensioni interne a Fratelli d’Italia tra l’anima giustizialista e quella garantista.

Anche in Forza Italia il clima è apparso teso, tra il ridimensionamento della vecchia guardia impresso da Marina Berlusconi e il passo indietro di Maurizio Gasparri. In questo scenario da “ultimi giorni di Pompei”, le opposizioni hanno alzato il tiro, chiedendo a Giorgia Meloni di riferire urgentemente in Aula o di salire al Quirinale dal Presidente Mattarella.

L’aspettativa contro la realtà dei numeri

Sulla scia dell’entusiasmo, il centrosinistra ha iniziato a ipotizzare scenari per il futuro governo: primarie di coalizione, leadership al partito più votato o la ricerca di un “papa straniero” come federatore. Tuttavia, i primi sondaggi realizzati da Alessandra Ghisleri (Only Numbers) e Nando Pagnoncelli (Ipsos) dopo la consultazione referendaria dipingono una realtà molto diversa dalle aspettative.

Nonostante il racconto mediatico di una “riscossa della società civile”, l’opinione pubblica non sembra aver subito scossoni profondi. Alessandra Ghisleri definisce le variazioni “fisiologiche” e lontane dai trionfalismi dell’opposizione. Fratelli d’Italia, pur pagando lo scotto del referendum, perde solo un punto e mezzo attestandosi al 27,8% (comunque sopra il dato delle Politiche 2022). Forza Italia scende lievemente all’8,8%, la Lega perde lo 0,4%, mentre Noi Moderati resta stabile.

Il divario tra le coalizioni

Sommando i dati, il centrodestra (incluso il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, stimato al 3,1%) raggiunge il 45,2%. Il campo largo, nonostante i festeggiamenti, si ferma al 44,3%: un distacco che l’analista giudica ancora insufficiente a colmare il divario competitivo. Sorprende, inoltre, il dato del Pd, che perde l’1,1% scendendo al 21,9%, mentre solo il M5S mostra una crescita significativa (+1,6%) arrivando al 12,1%.

L’analisi di Pagnoncelli

Anche i flussi elettorali analizzati da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera confermano questa tendenza. Sebbene FdI perda l’1,3%, il calo viene quasi interamente compensato dalla crescita di Forza Italia (+1,1%) e dai piccoli passi avanti di Lega e Noi Moderati.

In questa rilevazione, che include pienamente Vannacci nel perimetro di maggioranza, il centrodestra si attesta al 46,5%, perdendo appena lo 0,4% in un mese. Il campo largo cresce di un punto, ma resta comunque mezzo punto dietro la coalizione di governo. La sintesi di Pagnoncelli è netta: i contraccolpi del referendum sono contenuti e il quadro politico generale non mostra, al momento, sconvolgimenti profondi.

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