Il No ha vinto. 14 milioni di italiani contro 12 hanno votato No. La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere va in archivio. E’ stato un referendum molto partecipato dagli Italiani che ha portato ai seggi più del 58,9% degli elettori, una percentuale superiore alle ultime elezioni amministrative e regionali.
Festeggiamenti in piazza a Napoli per la vittoria del no
I leader del centro destra hanno ammesso la sconfitta e dichiarato profondo rispetto per l’indicazione del popolo. L’esito del referendum se non altro smentisce che in Itala vi sia un regime autoritario.
Qualcuno pensava che la buona affluenza favorisse il Si ma c’è stato invece uno vero e proprio spostamento del corpo elettorale: molte Regioni dove alle ultime politiche e regionali vinse il centrodestra hanno cambiato decisamente orientamento e decretato il successo del No: Piemonte, Liguria, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia hanno dato la vittoria al No.
Dei 2 milioni di distacco tra No e Si ben 500.000 voti provengono dalla sola provincia di Napoli! Campania e Sicilia da sole danno un vantaggio di 1 milione e 100 mila voti al No e insieme alle tradizionali Toscana, Emilia e Puglia sono state il serbatoio dei No.
Non era facile il compito del centrodestra: bisognava spiegare i tecnicismi della separazione delle carriere, del sorteggio del Csm mentre per la sinistra era semplice cavalcare il No: dentro il voto per il no c’è il No al Governo Meloni, col No si rovescia sul Governo ogni scontento per le incertezze economiche, le paure per le numerose guerre in corso vicino a noi, gli scenari da inflazione che si prospettano.
La Guerra e le conseguenti difficoltà economiche hanno impaurito molti italiani, soprattutto giovani, spingendoli a un voto di protesta contro il Governo che poco c’entrava con il tema del quesito. Ed il voto di ieri non fornisce alcuna indicazione su cosa fare in politica estera e in economia, alla luce della vaghezza di programma e del populismo che anima tutto il calderone dell’opposizione, da Schlein a Landini e Conte: Pro pal, No Ponte, No Trump e Salario minimo, e proteste varie messe insieme non fanno una proposta di governo, una ricetta per crescere e aiutare chi rimane indietro.
Ora ci attende un anno di proteste di piazza e la cosa migliore che la Meloni e il centrodestra possano fare è tirare dritto con vere riforme, avendo il coraggio di modernizzare l’Italia, anziché tirare a campare gestendo l’esistente mentre il mondo attorno a noi sta cambiando completamente.
Fabrizio De Pasquale ha 60 anni, è sposato, padre di 2 figli e vive a Milano. Laureato in Scienze Politiche, è stato Capo ufficio stampa di varie aziende e del Ministero dei Beni Culturali. Ha lavorato per RAI ed Expo2015 e per un centro media. E’ stato per 24 anni Consigliere e poi Capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. Conosce bene Milano ma non smette mai di scoprire i problemi e le eccellenze che la metropoli produce ogni giorno. E’ Direttore e amministratore di Milanopost dal 2014 e crede nel ruolo dell’informazione locale per migliorare la città e i suoi abitanti.
4 thoughts on “Vince il No ma la somma di tutti i No non fa una politica”
Caro Fabrizio condivido la tua lucida riflessione tranne che su un punto.
Le riforme forti vanno fatte a inizio legislatura poi, a mio modesto avviso, è troppo tardi.
E il tempo che manca a fine legislatura andrà dedicato a risolvere un po’ di problemi pratici
Come spesso accade ha votato un sacco di gente senza cognizione di causa ma che non ha avuto l’umiltá di volersi informare almeno un po’. I giovani poi…..se spegnessero lo smartphone e tornassero nel mondo reale sarebbe meglio…… peccato aver perso un’occasione così.
Credo che ci sia stato un errore nell’aver fatto polemiche con la sinistra e la sinistra e maestra nelle lotte sindacali sanno come girare le frittate l’unica cosa che poteva fare il centro destra era semplice:1) Se vi piace la giustizia di oggi votate “ NO “ se non vi piace la giustizia di oggi votate “ SI”
Se posso dare un consiglio al centro destra, creare un uditor per sentire cosa ha da dire il popolo e per quali lotte impegnarsi. Valido per la norma UNI 10 200 sul riscaldamento centralizzato e sull’ APE con formule ragionevoli non fatte dall’intelligenza artificiale Proposta dall’Unione Europea “ AI. “
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Caro Fabrizio condivido la tua lucida riflessione tranne che su un punto.
Le riforme forti vanno fatte a inizio legislatura poi, a mio modesto avviso, è troppo tardi.
E il tempo che manca a fine legislatura andrà dedicato a risolvere un po’ di problemi pratici
Come spesso accade ha votato un sacco di gente senza cognizione di causa ma che non ha avuto l’umiltá di volersi informare almeno un po’. I giovani poi…..se spegnessero lo smartphone e tornassero nel mondo reale sarebbe meglio…… peccato aver perso un’occasione così.
Credo che ci sia stato un errore nell’aver fatto polemiche con la sinistra e la sinistra e maestra nelle lotte sindacali sanno come girare le frittate l’unica cosa che poteva fare il centro destra era semplice:1) Se vi piace la giustizia di oggi votate “ NO “ se non vi piace la giustizia di oggi votate “ SI”
Se posso dare un consiglio al centro destra, creare un uditor per sentire cosa ha da dire il popolo e per quali lotte impegnarsi. Valido per la norma UNI 10 200 sul riscaldamento centralizzato e sull’ APE con formule ragionevoli non fatte dall’intelligenza artificiale Proposta dall’Unione Europea “ AI. “