A meno di una settimana dal referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo, gli schieramenti appaiono definiti. Se la riforma Nordio gode del sostegno compatto della maggioranza e incontra la netta opposizione di parte delle minoranze, esiste un’area frastagliata — tra sinistra e centrosinistra — che ha scelto di schierarsi per il Sì. Si tratta di riformisti e progressisti, provenienti dal mondo politico, accademico e della magistratura, che hanno deciso di entrare nel merito del provvedimento superando le logiche di appartenenza o i semplici calcoli elettorali.
Fra questi Giuliano Piasapia, avvocato, ex Sindaco di Milano ed ex parlamentare di Rifondazione Comunista ed Enzo Bianco, avvocato, ex ministro dell’Interno nei governi D’Alema e Amato ed ex parlamentare del Partito Democratico
Le voci nel Partito Democratico e il comitato “Sinistra per il Sì”
Nonostante la linea ufficiale della segretaria Elly Schlein sia orientata al No, diverse personalità di rilievo del Pd hanno espresso parere favorevole. In prima fila troviamo Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che considera la riforma un atto giusto a prescindere dalla paternità del centrodestra.
Attorno al comitato “Sinistra per il Sì” si sono poi riuniti numerosi esponenti con una lunga storia nel partito e nelle istituzioni:
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Stefano Ceccanti: costituzionalista ed ex deputato Pd.
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Anna Paola Concia: già deputata Pd, attivista per i diritti civili e femminista.
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Cesare Salvi: ex parlamentare del Partito Democratico ed ex Ministro della Giustizia.
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Enrico Morando: ex parlamentare dem e già viceministro dell’Economia nei governi Renzi e Gentiloni.
La posizione dei partiti: Azione, +Europa, Iv e Psi
Sul fronte politico, il Sì raccoglie consensi in diverse sigle dell’area riformista:
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Azione: Il leader Carlo Calenda ha ribadito che la separazione delle carriere era già nel programma del partito.
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+Europa: Pur mantenendo un profilo basso nella comunicazione social, i Radicali restano storicamente favorevoli ai temi della riforma (già cavallo di battaglia di Marco Pannella)
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Italia Viva: Matteo Renzi ha lasciato libertà di voto, ma figure di spicco come Raffaella Paita sostengono apertamente il Sì per necessità di una netta distinzione tra giudici e PM.
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Partito Socialista Italiano: Il segretario Enzo Maraio ha definito il Sì una scelta coerente con la storia del socialismo italiano, posizione condivisa da Bobo Craxi e Fabrizio Cicchitto.
Il mondo accademico, intellettuale e la magistratura
Il fronte del Sì è guidato da figure di alto profilo tecnico e culturale che conoscono profondamente i meccanismi della giustizia:
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Augusto Barbera: Presidente emerito della Corte costituzionale ed ex ministro di area progressista, considerato il principale esponente intellettuale del Sì.
- Sabino Cassese, già ministro per la funzione pubblica nel governo Ciampi (1993-1994) e giudice della Corte costituzionale
- Nicolò Zanon giurista e docente, Vice Presidente della Corte costituzionale
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Claudia Mancina: filosofa, storica e componente della Direzione del Pd.
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Marco Minniti: figura chiave del governo D’Alema ed ex ministro dell’Interno.
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I “portatori della cultura della Quercia”: esponenti legati alla tradizione del Pds (Partito Democratico della Sinistra) come Chicco Testa, Claudio Petruccioli, Umberto Ranieri, Nicola Latorre e Mario Oliverio.
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